


DAL 301 AL 500
301 Diocleziano promulga un editto per contenere i prezzi dei prodotti di prima necessità e per obbligare i figli a continuare il lavoro dei padri. 303 23 febbraio Festa dei Terminalia . Editto di Galerio per la chiusura delle chiese cristiane; i testi sacri vengono bruciati e i cristiani di ceto abbiente sottoposti a infamia. Mirocle è vescovo di Milano (data incerta). 305 1 maggio A Milano avviene la cerimonia di abdicazione di Massimiano, nel momento stesso in cui Diocleziano abdica a Nicomedia. Massimiano si ritira in Lucania. Diventa augusto per l'occidente Costanzo Cloro, che abita a Treviri, affiancato da Flavio Severo. Per la parte orientale è augusto Galerio, con Massimino Daia come cesare. 306 28 ottobre Muore in Britannia Costanzo Cloro. Viene sconvolto lo schema di successione dei cesari, che prevedeva l'ascesa di Flavio Severo, con sede a Milano. Vengono invece acclamati Costantino, figlio di Costanzo, e Massenzio, figlio di Massimiano. 307 Flavio Severo tenta inutilmente di contrastare Massimiano e Massenzio, ma viene sconfitto e ucciso. Costantino si fa proclamare imperatore, così come Licinio. Costantino sposa ad Aquileia Fausta, figlia di Massimiano e sorella del rivale Massenzio. Massimiano cerca di rientrare nel gioco politico autoproclamandosi augusto e appoggiando il genero Costantino a scapito del proprio figlio Massenzio. 308 27 maggio E' eletto papa Marcello. La situazione più difficile che si trova a fronteggiare è quella dei lapsi, incluso il suo predecessore Marcellino: gli apostati che volevano rientrare in grembo alla chiesa mal sopportavano la penitenza loro imposta e giungevano perfino a provocare tumulti. Per questo Massenzio, volendo provvedere all'ordine pubblico, lo esilierà come responsabile dei disordini. 11 novembre A Carnunto si svolge un congresso imperiale dove Galerio nomina augusto Licinio. Con tale nomina gli imperatori sono cinque. Galerio nei Balcani e in Asia Min., Licinio in Pannonia, Massimino Daia in Siria ed Egitto (310), Costantino in Gallia e Britannia, Massenzio in Italia e Spagna. 309 18 aprile E' papa Eusebio, che verrà esiliato il 17 agosto per tumulti scoppiati a Roma insieme a Eraclio, che si contrapponeva a lui nella elezione. 310 Assediato dal genero Costantino a Marsiglia, si uccide Massimiano Erculeo. Verrà sepolto in quella città. Massimino Daia si fa proclamare augusto dalle sue legioni. 311 Editto di tolleranza di Galerio, emanato da Nicomedia. I cristiani possono riavere i loro beni sequestrati nel 303. Poco dopo Galerio muore ed entrano in competizione Licinio e Massimino Daia. Vince Licinio. 2 luglio E ' eletto Milziade, un papa africano. 312 primavera Ingresso a Milano di Costantino, che poi trascorre l'estate ad Aquileia. 28 ottobre Costantino sconfigge Massenzio ai Saxa Rubra. A partire da questo momento adotta il cristianesimo al posto del Sol Invictus , perché gli sembra offrire migliori garanzie in termini di favore divino, che ogni imperatore è tenuto ad assicurare all'impero attraverso le forme di culto più appropriate. 313 febbraio Nozze a Milano tra Licinio e Costanza, sorella di Costantino. In questa occasione Costantino e Licinio confermano l'editto di Galerio attraverso un rescritto, ossia un chiarimento ai magistrati incaricati di applicare la legge in merito alla restituzione ai cristiani dei beni confiscati da Diocleziano, che muore in quest'anno a Salona (Spalato). Costantino stabilisce che vengano forniti ai vescovi il denaro, i terreni e i materiali necessari alla costruzione di nuove chiese. 30 settembre Papa Milziade convoca un concilio a Roma, in conclusione del quale emette una sentenza contro Maggiorino a favore del legittimo vescovo di Cartagine, Ceciliano, successo a Mensurio nel 311. I donatisti non accettano la sentenza e si separano da Roma. Al concilio partecipa Mirocle, vescovo di Milano, registrato fino al 314. 21 ottobre (21-31 ottobre) Costantino concede a tutto il clero cattolico l'esenzione dai munera civilia ( Cod. Theod . XVI, II, 2 e 1), equiparandolo al clero pagano. 314 Fondazione a Milano su richiesta di Costantino di una basilica ecclesia a pianta doppia con i fondi fiscali. Le disposizioni di Licinio vietavano la promiscuità dei sessi negli edifici di culto. La basilica sarà poi nota come "vetus" , con incluso battistero (poi di S. Stefano alle fonti). Il vescovo incaricato può essere stato Mirocle. 11 gennaio Muore papa Milziade. E' eletto papa Silvestro I, ex presbitero romano. 1 agosto Costantino convoca ad Arles un concilio di tutti i vescovi occidentali affinché si pronuncino sullo scisma donatista. Vi intervengono Mirocle, VI vescovo milanese, insieme con Teodoro, IV o V vescovo di Aquileia. Papa Silvestro non vi partecipa, inaugurando così la consuetudine che il vescovo di Roma non si sposta dalla propria sede per convenire ad un concilio alla pari con tutti gli altri vescovi, ma invia dei rappresentanti e si riserva di approvare le decisioni conciliari. Il concilio respinge le tesi donatiste e gli scismatici rifiutano di accettare le sue deliberazioni. I canoni prevedono la scomunica contro gli aurighi del circo, le cristiane che sposano pagani, i falsi accusatori, i risposati dopo il ripudio; prevede l'ordinazione vescovile per mano di tre vescovi e la proibizione per un vescovo di ingerirsi nel territorio di un altro. 316 Nasce Costantino II. Materno è vescovo di Milano. La data del suo episcopato è solo presunta. In mancanza di documenti, si suole usare come testimonianza del suo episcopato il mosaico in S. Vittore in Ciel d'oro, dove Materno appare con Nabore e Felice, martirizzati a Lodi. Pare infatti che il vescovo costruisse, in onore dei martiri, una cella o martyrion negli Orti di Filippo. Nella cella seppellisce il suo predecessore Mirocle. Avvia il culto di san Vittore costruendo una piccola cella memoriae. (Secondo F. Savio prima di Materno verrebbe Mirocle). Costantino vieta il marchio a fuoco sul volto degli schiavi e lo sostituisce col collare su cui vengono scritti il nome e l'indirizzo del padrone. 317 Nasce Costanzo, figlio di Costantino I. 318 7 settembre (7 settembre-12 ottobre) Costantino è di nuovo a Milano. Concede un privilegio ai cristiani col quale si riconosce alla giurisdizione dei vescovi la stessa validità attribuita a quella della magistratura civile. In quest'anno si istituisce un'imposta quadriennale, il crisargiro, su ogni mestiere che dava luogo a una transazione commerciale. 319 Inizia la predicazione di Ario, prete alessandrino. 321 Nasce Costante, figlio di Costantino I. Editto di tolleranza nei confronti dei Donatisti, che non ferma le rivolte dei circoncelloni, gruppi di braccianti cristiani nomadi che costituirono in un certo modo l'organizzazione armata del movimento. Legge che autorizza l'affrancamento degli schiavi nelle chiese, di fronte al vescovo cittadino ( Cod. Theod . IV, 17,1). Sulla monetazione di Costantino compaiono da ora solo simboli cristiani. L'imperatore riconosce alle chiese la personalità giuridica e la capacità di ereditare. 3 marzo Legge di Costantino sulla domenica rivolta al vicario dell'Urbe Elpidio: si chiede ai giudici, ai corpora di mestiere e alla popolazione di non lavorare durante il dies solis. Ne sono esentati i contadini. Il 3 luglio Costantino autorizza delle eccezioni per l'affrancamento degli schiavi e per l'emancipazione dei figli. 323 Ad Alessandria Ario viene condannato e cacciato dalla città. 324 Costantino sconfigge ad Adrianopoli il suo collega nell'impero Licinio e diventa l'unico imperatore. Si stabilisce a Nicomedia, capitale amministrativa d'Oriente, per preparare un grande concilio ecumenico contro l'arianesimo. Vengono create le prefetture regionali del pretorio e dei magistri militum. 8 novembre Costantino nomina cesare suo figlio Costanzo. 325 20 maggio (20 maggio-19 giugno) Costantino indice per la prima volta un concilio ecumenico a Nicea in Bitinia, ma i 300 vescovi che vi partecipano provengono dall'Oriente greco e dell'Asia Minore (il vescovo di Roma, Silvestro, invia due presbiteri a rappresentarlo). Il concilio, che si apre nella sala delle adunanze del palazzo imperiale, dura un mese e si conclude con la condanna dell'arianesimo e la risoluzione della data di Pasqua uguale per tutto il cattolicesimo (la domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio). Il concilio sancisce la superiorità giurisdizionale delle sedi di Gerusalemme, Alessandria, Antiochia e Roma e approva l'organizzazione della Chiesa modellata su quella delle province imperiali. 326 Fausta, consorte di Costantino e figlia di Massimiano, accusa di stupro il suo figliastro Crispo; Costantino ordina che il colpevole venga giustiziato. Poco dopo scopre che l'accusa era strumentale e condanna a morte anche la moglie Fausta. 327 L'imperatrice Elena, madre di Costantino, parte per la Palestina, che comincia a essere considerata la Terrasanta. A Gerusalemme avvia la costruzione della Basilica del Santo Sepolcro. Di ritorno da Gerusalemme, lascia a Cipro un frammento della Vera Croce e della croce del ladrone. 328 Protaso è vescovo di Milano. Date certe del suo episcopato si hanno solo fino al 345. 330 I preti cattolici vengono esonerati dai servizi civili ( Cod. Theod . XVI, 2.7). Un'altra legge lega i coloni per eredità alla terra, facendoli diventare così "servi della gleba". 11 maggio Nel nuovo Ippodromo, presieduta da Costantino, ha luogo la solenne consacrazione della nuova capitale sul Bosforo, Costantinopoli. Roma aveva perso da tempo la sua funzione di centro del governo, perché le residenze della tetrarchia erano Treviri, Milano, Aquileia, Sirmio, Serdica e Nicomedia (Izmit). Costantino risiedeva a Treviri. Il trasferimento della capitale sul Bosforo corrispondeva allo spostamento del baricentro verso est, condizionato dalla superiorità economica della parte orientale dell'Impero. La nuova capitale si qualificava come cristiana, con le chiese che avevano sostituito i templi; Roma irraggiava ancora l'eredità pagana, mentre l'Oriente era cristiano. La Siria e l'Asia Min. contavano nel IV sec. fiorenti centri ecclesiastici, mentre in Occidente la diffusione e l'organizzazione del cristianesimo erano più deboli. 25 dicembre A Roma nell'antica festa del Sole invitto (Mitra) si celebra per la prima volta la festa del Natale cristiano. 331 inverno I Goti attraversano il Danubio e invadono i Balcani. I Sarmati chiedono aiuto a Costantino. Verranno respinti nel 332 da Costantino, che si chiamerà Gothicus victor ac triumphator ; con loro firmerà un trattato con cui i Goti sono considerati dei federati. 332 Le province di Liguria et Aemilia vengono unificate; capoluogo è Milano. La nuova provincia si estende da Bologna e da nord di Firenze fino ai laghi Maggiore e di Como; confinava a ovest con le province Alpes Cotiae (Genova) e a est con la Venetia et Flaminia (Aquileia e Ravenna). 335 Sinodo di Tiro, in cui si riuniscono meleziani e ariani che pronunciano la deposizione di Atanasio. Atanasio si sposta a Treviri, che vanta una considerevole comunità cristiana. Vi rimarrà due anni, durante i quali diffonde la conoscenza del monachesimo egiziano e di S. Antonio. In un sinodo svoltosi a Gerusalemme per la dedicazione della basilica del Santo Sepolcro Ario viene riammesso alla comunione della Chiesa e Atanasio di Alessandria viene condannato. 336 Muore Ario e Costantino si avvicina all'arianesimo. L'imperatore si accorge infatti che la dottrina ariana, da lui avversata a Nicea, è meglio rispondente alle esigenze imperiali di quella approvata, perché fa della Chiesa un organismo svolgentesi, per la sua origine terrena, nello Stato e subordinato all'imperatore. La dottrina di Nicea faceva invece della Chiesa un corpo che ha nell'origine divina e quindi nell'autorità del papa l'esclusivo fondamento. 18 gennaio E' papa Marco, in carica solo pochi mesi, dal gennaio all'ottobre. L'uomo di maggior spicco in questo periodo è ancora Atanasio di Alessandria in esilio a Treviri. Marco dispone che d'ora in poi il papa eletto sia consacrato dal vescovo di Ostia. Sempre durante il suo breve pontificato è redatto un calendario ecclesiastico con l'indicazione delle feste religiose, un catalogo di tutti i papi con le date dei decessi e l'anniversario dei principali martiri. 337 6 febbraio E' papa Giulio I, romano. 22 maggio Muore Costantino e i suoi tre figli, Costanzo, Costantino II e Costante, si dividono l'impero e iniziano a combattersi: è un massacro, in cui sono uccisi i nipoti che Costantino aveva designato come successori insieme ai tre figli. 338 Costantino II da Treviri pretende d'ingerire nel territorio del fratello Costante, un'immensa porzione che andava dall'Italia all'Africa sino all'Illirico, con sede a Milano. 339 Atanasio di Alessandria, cacciato per la seconda volta, si rifugia per due anni presso papa Giulio a Roma e vi diffonde un autentico fervore ascetico. Marcella, figlia della patrizia Albinia, istituì un piccolo monastero nel sontuoso palazzo dei Marcelli sull'Aventino. 340 9 aprile Muore Costantino II, in un'imboscata, mentre combatte contro Costante ad Aquileia. Il prefetto delle Gallie, padre del futuro vescovo di Milano Aurelio Ambrogio, è coinvolto nella sconfitta e probabilmente perde la vita. La famiglia si trasferisce a Roma. 25 giugno Costante si insedia alla corte di Milano. Ha 17 anni. Emana una legge che prevede la pena capitale per chi commette adulterio, omosessualità e ratto. 341 Sinodo convocato da papa Giulio per decidere sulla sorte di Atanasio e di Marcello di Ancira, anch'egli deposto dagli ariani. Partecipano anche altri vescovi orientali esiliati. Papa Giulio emana quindi un'enciclica, l' Anegnon , basata sulla fede nicena. Controsinodo degli ariani ad Antiochia, promosso da Eusebio di Nicomedia, che ordina il goto Ulfila vescovo dei cristiani della Gothia (Romania). A Costantinopoli è eletto il vescovo Macedonia, che elabora una dottrina simile all'arianesimo, detta "macedonismo". Costanzo II vieta, con un editto, i sacrifici nei culti pagani. 342 fine Costante riceve a Milano, introdotto dal vescovo Protaso, il vescovo Atanasio di Alessandria che gli espone la necessità di convocare un nuovo concilio ecumenico per condannare l'arianesimo. 343 Viene datato a quest'epoca l'inizio della costruzione a Milano della nuova basilica Maior o Nova (poi di S. Tecla), con probabile sovvenzione da parte di Costante, per poter ospitare il previsto concilio. Date le dimensioni, la costruzione dispendiosa ed accurata dalle fondamenta, il contributo finanziario deve essere stato notevole e il tempo di realizzazione piuttosto lungo, visto che le colonne marmoree arrivavano dalle cave imperiali nord-africane. autunno Concilio di Sardica che conferma per la chiesa occidentale la fede nicena. Vi partecipa anche Protaso, vescovo di Milano. I preti cattolici sono esonerati dalle imposte e dall'obbligo di alloggiare militari ( Cod. Theod. XVI, 2.7) e, per quelli che esercitano il commercio, viene stabilita l'esenzione dalle tasse sul reddito, beneficio concesso anche ai loro figli. Il vescovo di Roma è considerato il capo della Chiesa cristiana in quanto successore di Pietro. Gli si riconosce il diritto di cassazione su tutto l'episcopato cattolico. Costanzo II, l'imperatore dell'impero romano d'Oriente schierato con gli ariani, si appoggia al vescovo ariano Eusebio di Nicomedia e cerca di screditare la fazione nicena. 344 Volcacio Rufino è prefetto con sede a Milano fino al 347. E' pagano e sua sorella è la madre del cesare Gallo. 345 dicembre (dicembre-inizio 346) Concilio dei vescovi occidentali nella basilica Vetus alla presenza di Costante. Essendo ancora vescovo Protaso, viene a Milano una deputazione di orientali formata da quattro vescovi (Demofilo, Eudossio, Macedonio e Martirio) recante il nuovo simbolo, un documento noto come l' Ectesi macrostica ("simbolo dalle lunghe righe"). Il dialogo s'interrompe quando agli orientali si richiede di emettere anatema contro Ario, che in effetti era già stato riammesso nella comunione ecclesiale dal 335. La rottura è un'ennesima riprova dell'incomunicabilità fra le due parti del mondo cristiano, dove l'incomprensione etimologica fra greco e latino sembra giocare un ruolo molto rilevante. Non si sa se durante o dopo il concilio, muore Protaso e gli succede Eustorgio, vescovo di Milano almeno fino al 347. 347 Convocazione di un sinodo a Milano cui partecipano l'imperatore Costante e i rappresentanti del papa; viene confermata la condanna di Fotino, ancora in cattedra a Sirmio. 11 gennaio Nasce Teodosio a Segovia. 348 Secondo concilio di Cartagine, che mette in guardia contro il culto tributato da alcune comunità dei falsi martiri. Costanzo Gallo viene richiamato dall'esilio dal cugino imperatore Costanzo II. 17 giugno Ultima presenza di Costante a Milano. 349 Dionigi è vescovo di Milano. 350 18 gennaio Viene ordita in Gallia una congiura contro Costante per iniziativa di Marcellino, comes rerum privatarum , cioè ministro delle finanze. Ad Autun al termine di un banchetto viene proclamato augusto Flavio Magno Magnenzio. Costante, in fuga sui Pirenei, opta per il suicidio. L'Illirico non riconosce Magnenzio e nomina a Sirmio il vecchio generale Vetranione, che in marzo si accorda con Costanzo. 3 giugno Flavio Popolio Nepoziano, marito di Eutropia, sorellastra di Costantino I, si schiera contro Magnenzio, che lo elimina. Si scatena una forte repressione a Roma, durante la quale perde la vita anche Eutropia. Muore Costante nei Pirenei, ucciso dall'usurpatore Magnenzio. I capi ecclesiastici ortodossi, come Lucifero di Cagliari, Ilario di Poitiers e Atanasio vengono banditi. 351 15 marzo Gallo, figlio di Giulio Costanzo e fratello di Giuliano, viene nominato cesare dal cugino Costanzo II, che gli concede in moglie sua sorella Costantina. Risiede ad Antiochia. Essendo cattolico delibera che sul luogo del tempio di Apollo nel bosco suburbano di Antiochia si costruisca una chiesa in onore del vescovo e martire Babila, trasferendovi il suo corpo. Giuliano l'Apostata ordinerà a sua volta che le reliquie siano riportate al cimitero, perché a Dafne possa riprendere il culto di Apollo. Si dice che il corteo dei cristiani usasse per l'accompagnamento di san Babila per la prima volta il canto antifonario, che poi fu volutamente imitato a Milano dal vescovo Ambrogio. 28 settembre Battaglia di Mursa (oggi Osijek) sulle rive della Drava, nel corso della quale Costanzo II batte Magnenzio. Magnenzio sposa Giustina, figlia di un governatore del Piceno. Era già vedovo di sua sorella maggiore. 352 17 maggio Liberio è eletto papa; era stato diacono di papa Giulio. Uomo pio, ma di scarsa energia, provocherà un'eclissi del primato pietrino. autunno Costanzo II ricaccia Magnenzio in Gallia, quindi entra a Milano, dove a dicembre celebra le proprie nozze con Eusebia. L'imperatore ha 35 anni, è di religione ariana, fisicamente infelice: piccolo, gambe storte, brutto. Si abrogano le leggi promulgate da Magnenzio. A Milano si riapre la zecca, chiusa dopo il 271, per la coniazione dell'oro, mentre le monete uscivano dalle zecche di Aquileia e Pavia. Quella di Milano era infatti una zecca comitatense, che serviva a pagare militari e burocrati, a dare tributi ai barbari che fornivano contingenti federati, per sovvenzionare servizi logistici e opere di difesa. 353 primavera Costanzo II riceve a Milano alcune delegazioni che appoggiano la causa di Atanasio di Alessandria; la sua presenza in città è attestata fino alla fine di luglio, quando la lascia per recarsi nelle Gallie a combattere gli Alemanni. 10 agosto Magno Magnenzio, sconfitto a Mont Saléon, si uccide a Lione. 25 dicembre Natale. Marcellina, sorella maggiore di Aurelio Ambrogio, riceve il velo di vergine consacrata da papa Liberio (alcuni collocano la velazione al 6 gennaio 354) 354 Cronografo 354 è il titolo del calendario ecclesiastico con le feste religiose, la successione dei papi, l'anniversario civile, i fasti consolari, una lista dei prefetti e delle cronache imperiali. Muore Costantina, sorella di Costanzo e moglie di Gallo. Viene sepolta a Roma, nel mausoleo fatto costruire presso la basilica di S. Agnese della Nomentana. autunno Costanzo II rientra a Milano: qui apprende la notizia della uccisione del cesare Gallo avvenuta a Pola per suo ordine e, dopo aver convocato il fratello di quest'ultimo, Giuliano, lo invia a Como prigioniero (alcuni mesi più tardi, per intercessione di Eusebia, Costanzo autorizza Giuliano a partire per la Grecia). 355 gennaio gennaio-maggio: Concilio di Milano, organizzato dal prefetto Flavio Tauro nella nuova cattedrale a favore degli ariani. Il concilio è ricordato dagli antichi storici cristiani (Rufino, Socrate, Sozomeno, Teodoreto). Di fronte al tumultuare del popolo nella basilica del concilio, l'assemblea si trasferisce nel palatium . Qui è redatta da Valente e Ursacio una lettera sub imperatoris nomine e quanti non la sottoscrivono sono deposti ed esiliati. L'episcopato latino ne esce decapitato: Roma, Milano, Treviri, Cagliari, Vercelli, Napoli, Cordova perdono i loro vescovi. Dionigi di Milano è esiliato a Sebaste in Armenia, dove morirà, ed è sostituito con Aussenzio, un vescovo della Cappadocia, che resterà in carica fino al 374. Aussenzio proveniva come formazione dalla scuola di Origene a Cesarea. Ignorava il latino e questa estraneità gli suscita l'ostilità dei milanesi, per cui l'insediamento avviene solo con scorta armata. Aussenzio rifiuta con decisione la qualifica di "ariano". Atanasio, il vescovo di Alessandria in esilio e scomunicato nuovamente in questo concilio, lo definisce "faccendiere", ossia uomo di regime. 19 febbraio Costanzo II emana da Milano l'editto col quale ordina la chiusura di tutti i templi pagani. Decreta che siano puniti con la pena capitale tutti coloro che portano su di sé amuleti, seppur contro la malaria, e coloro che evocano gli spiriti o si aggirano nottetempo per i cimiteri (Ammiano XIX 12,14). Se qualcuno consulta un esperto sullo squittio di un topo, sull'incontro con una donnola o se per il lenire un dolore usa la formula magica di una vecchia "cosa che anche i medici autorevoli ammettono", deve subire la pena capitale (Ammiano Marcellino XVI 8,2). Costanzo II infierisce contro gli aruspici, astrologi, caldei, indovini, interpreti dei sogni e stregoni; per tutti è prevista la tortura e la morte, anche se l'accusato è nobile. Si fa divieto di querelare un religioso davanti a giudici ordinari (Cod. Theod . XVI, 2,12). giugno Costanzo II è presente in città finché dura il concilio, quindi lascia Milano per andare a combattere gli Alemanni; farà ritorno a luglio. 6 novembre Costanzo II nomina cesare Giuliano, fatto ritornare dalla Grecia. Poco dopo si celebrano a Milano le nozze tra Giuliano e la sorella di Costanzo II, Elena. Il 1° dicembre gli sposi partono per la Gallia Transalpina. 356 Risale a questo periodo la presenza a Milano di san Martino. Aveva trascorso la sua giovinezza a Pavia, poi era entrato nella carriera militare, ricevendo ad Amiens, dove era di guarnigione, il battesimo da Ilario di Poitiers. Lasciato l'esercito nel 354, diviene esorcista nella chiesa di Ilario, fino all'esilio del vescovo. Martino allora si sposta a Milano, dove avrebbe fondato una cella. Venanzio Fortunato dice che era posta "al vertice di Milano". La cella sarebbe poi identificata con l'unico monastero maschile presente a Milano al tempo del vescovo Ambrogio e detto poi S. Ambrogio ad Nemus. Atanasio di Alessandria scrive tra il 356 e il 358 l'Apologia per la sua fuga, l' Apologia a Costanzo , la Storia degli Ariani e la Vita di Sant'Antonio . In questa agiografia il meraviglioso trabocca da ogni pagina. L'asceta che domina le sue passioni sino a liberarsi quasi dalle necessità fisiche di dormire, bere e mangiare, che lotta contro il demone della lussuria, contro gli istinti, diviene l'eroe di questa età. Le diavolerie occupano un posto rilevante: Antonio vede spalancarsi i muri della sua cella e i diavoli precipitarsi dentro sotto forma di leoni, orsi, leopardi, tori, aspidi, scorpioni con un fracasso terribile. dicembre Viene trasportato forzatamente a Milano papa Liberio per sottoscrivere i deliberati del concilio di Milano; al suo diniego, viene spedito in esilio a Beroea in Tracia. Si oppone Ilario di Poitiers, che viene esiliato in Frigia. 357 28 aprile Fino al 29 maggio Costanzo II è a Roma per festeggiare i 20 anni del suo impero. E' la prima volta che Costanzo mette piede a Roma. Ammiano Marcellino racconta lo spettacolo: il corteo imperiale è accolto fuori Roma dai senatori con le imagines di cera dei loro antenati. Preceduto da un duplice rango di portinsegne, Costanzo entra in città seduto su un carro d'oro adorno di pietre. Intorno a lui, issati su aste, fluttuavano gonfaloni di porpora rappresentanti draghi. Il corteo si dirige poi ai Rostri e al Senato. Fa consacrare papa il diacono Felice. Trasporta le reliquie degli apostoli nel mausoleo di Costantino a Costantinopoli, che diventa basilica Apostolorum . Elena, moglie di Giuliano, abortisce durante il viaggio, si dirà per veneficio. 358 Costanzo II tiene un sinodo a Sirmio, nel corso del quale papa Liberio e Fortunaziano, vescovo di Aquileia, sottoscrivono il credo ariano, diversamente da Dionigi di Milano, che permane in esilio. Martino è a Milano, ma Aussenzio lo fa cacciare. Tra il 358 e il 362 Atanasio scrive le quattro Lettere a Serapione , dove sostiene la sua tesi della piena divinità dello Spirito e della sua consustanzialità al Padre e al Figlio: fra lo Spirito e il Figlio vi è una strettissima relazione, in quanto lo Spirito appartiene come essenza al Figlio come il Figlio appartiene al Padre. Mario Vittorino inizia a scrivere Adversus Arium , saggio teologico in cui si pongono le basi della dottrina trinitaria. 28 luglio Papa Liberio rientra a Roma, dove però lo attende Felice, che non vuole lasciargli il posto. 359 18 aprile (o 23 maggio) Nasce a Sirmio Graziano, figlio di Valentiniano I e di Marina Severa. estate Sinodo di Rimini aperto da Flavio Tauro per conto di Costanzo II che si trova a Costantinopoli: la posizione ariana ne uscirà rafforzata. 360 Muore l'imperatrice Eusebia. gennaio Concilio di Costantinopoli, dove ora risiede Costanzo II, nel corso del quale il goto Ulfila sottoscrive la professione di fede ariana, pur non staccandosi dai vescovi cattolici, per cui può essere collocato nella corrente moderata di Eusebio di Nicomedia (m. 348). febbraio A Parigi Giuliano viene proclamato augusto dalle sue truppe e indice a Vienne i giochi quinquennali. E' nato a Costantinopoli nel 331. Giulio Costanzo, suo padre, è fratello di Costantino solo per parte di padre: Basilina, sua madre, era una nobile cristiana che Giulio Costanzo, già vedovo e padre di Gallo, sposò nel 330. A sei anni Giuliano, già orfano di madre, perse anche il padre e crebbe sotto la tutela di Eusebio di Nicomedia. Ammesso ai primi gradi della gerarchia cristiana, preferì successivamente aderire al culto di Mitra. inverno Costanzo II sposa Faustina ad Antiochia. 361 Muore Elena, moglie di Giuliano, sepolta nel mausoleo di Costanza in S. Agnese. 3 novembre A 44 anni muore Costanzo II e gli succede il cugino Giuliano, che si dichiara subito pagano, ricevendo il titolo di "apostata". Il paganesimo di Giuliano provoca un forte turbamento nelle coscienze cristiane, abituate ormai a credere che l'imperatore sia il vicario di Dio. Flavio Tauro lascia Milano con il magister officiorum Florenzio. 362 Concilio di Alessandria. Atanasio (295-373) tenta una riconciliazione nella spiegazione del dogma trinitario: Padre e Figlio, pur essendo "uno in sostanza", in quanto partecipano dell'unica natura divina, sono persone sussistenti individualmente. Secondo la tradizione, vennero richiamati dall'esilio alcuni vescovi antiariani, tra cui Eusebio di Vercelli, che si fermò presso Atanasio. Diodoro di Tarso (Antiochia 330 - Tarso 394) fonda ad Antiochia una comunità nell'intento di favorire gli studi religiosi e l'ascesi spirituale; fra i suoi allievi vi sono Giovanni, detto poi Crisostomo, e Teodoro di Mopsuestia. Diodoro partecipò all'elaborazione dottrinale del cristianesimo nell'epoca in cui questo tendeva a porsi come filosofia e a legarsi alla tradizione del pensiero greco. Contro le visioni e le interpretazioni neoplatoniche e in polemica diretta con Apollinare di Laodicea, Diodoro ammetteva in Cristo l'esistenza di due nature. Ai suoi scritti si ispirerà mezzo secolo dopo Nestorio. L'ultimo grande rappresentante della scuola d'Antiochia sarà Teodoreto di Ciro. inizio Nasce Flavia Costanza, figlia postuma di Costanzo e di Faustina. Viene subito strumentalizzata da Procopio per la sua acclamazione imperiale. 13 marzo Giuliano annette sei leggi sulla municipalità secondo le quali le terre usurpate dalla Chiesa o dallo Stato devono essere restituite alla città con le loro entrate ( Cod. Teod . X 3.1). Fa obbligo a tutti i sacerdoti cristiani di tornare alle loro sedi curiali, multando tutti coloro che sfuggivano ai compiti municipali. aprile Sanatoria di tutti i debiti municipali e delle tasse arretrate. L'imperatore Giuliano fa costruire a Roma un ospedale pubblico per il ricovero dei malati. 17 giugno Editto di Giuliano ( Cod. Theod ., XIII, 3,5) per proibire ai filosofi, ai grammatici e ai retori cristiani d'insegnare nelle scuole, perché sarebbe stata inconciliabile l'esigenza di commentare i classici vedendo in essi solo invenzioni diaboliche. L'editto sarà revocato da Valentiniano I. Numerose sono, anche se non ordinate né volute dall'imperatore, le violenze compiute ai danni dei cristiani: chiese date alle fiamme, cristiani seviziati e uccisi. 363 27 giugno Giuliano muore trafitto da una lancia - non si sa di quale esercito - nella guerra contro il re di Persia Sapore II presso Ctesifonte. Segue un breve interregno del generale Gioviano, un soldato trentenne, originario della Pannonia e cristiano. 364 17 febbraio Gioviano è trovato morto a Dadastana presso Ankara. I capi militari decidono di nominare imperatore un tribuno della guardia imperiale, Flavio Valentiniano, anch'egli della Pannonia. 28 marzo Valentiniano nomina co-augusto suo fratello Valente, anch'egli ufficiale. La politica di Valentiniano I, che proclamava il principio di libertà religiosa, intende assicurare la pace fra cristiani e pagani. 12 settembre Legge di Valentiniano I che proibisce ai ricchi in grado di sostenere i munera pubblici di prendere gli ordini religiosi, a meno che non designino un parente che li sostituisca negli incarichi. ottobre Valentiniano I fa l'ingresso solenne a Milano e vi si trattiene per un anno, poi trasferisce la corte a Treviri e la corte rimane senza imperatore a Milano fino al 375. Ilario di Poitiers a Milano porta il vescovo Aussenzio in giudizio davanti al questore, al magister e a una decina di vescovi, ma il processo si risolve con l'ordine di Valentiniano I a Ilario di lasciare Milano. 365 Da Milano Valentiniano I promuove una sistemazione dell'impero che ingenera un largo movimento di quadri nella burocrazia imperiale. La prefettura del pretorio Italiae Illyrici et Africae si trova a Sirmio e il nuovo prefetto è Volcacio Rufino. autunno Procopio, parente di Giuliano, si proclama imperatore per l'Oriente in antagonismo coi due fratelli Valentiano I e Valente. Procopio tiene in ostaggio la vedova di Costanzo II e la figlia Costanza . 366 A Sirmio Martino è arrestato, fatto fustigare ed espulso dalla città dal vescovo ariano Germinio. gennaio Primo consolato di Graziano, figlio di Valentiniano, insieme a Dagalaifo. marzo L'usurpatore Procopio è battuto da Valente e condannato a morte. 21 settembre Alla morte di papa Liberio ci sono due eletti: Ursino e Damaso. Lo scisma si trasforma presto in guerra civile e nello scontro tra le due fazioni il 26 ottobre nella chiesa di S. Maria Maggiore restano sul terreno un centinaio di morti. Damaso viene accusato davanti al prefetto urbis di omicidio. L'accusa è riconosciuta falsa dal tribunale imperiale che nel 372 assolverà Damaso, quando già dal 370 è riuscito a farsi riconoscere come vescovo legittimo e a rimanere sulla cattedra di Pietro fino al 384. Damaso, spagnolo di origine, intellettuale di formazione e di gusto, non riesce a svolgere un'azione mediatrice tra le parti al punto che le sette e le fazioni fioriscono sotto il suo pontificato. 367 Sesto Petronio Probo è prefetto pretorio a Sirmio. E' cattolico e favorisce Aurelio Ambrogio nella carriera, ammettendolo nel suo consiglio. maggio Valente aderisce alla dottrina ariana, allineandosi col vescovo di Costantinopoli Eudosio. 368 Data della più antica epigrafe cristiana rinvenuta a Milano. Si riferisce al presbitero Probo, che esercitò nel clero 25 anni; verrà trovata nel recinto di S. Vittore al Corpo (Museo della Scienza e della Tecnica, sopra l'originaria sepoltura). Muore il prefetto Volcacio Rufino e viene sostituito da Sesto Petronio Probo, che dirige la prefettura dell'Illirico, Africa e Italia fino al 375. Divide la sua attività tra Milano e Sirmio. Valentiniano I è gravemente malato e gli viene proposto di associare al trono Rustico Giuliano, magister memoriae, e Severo, comandante della fanteria. La situazione è talmente pesante che vengono giustiziati a Milano quattro funzionari per delitti di lesa maestà. Secondo Ammiano Marcellino un funzionario della giustizia, Diodoro, aveva accusato Diocle, ministro delle finanze, e gli aveva mandato tre messi con l'atto di accusa. Diocle si era appellato a Valentiniano I, il quale non solo difende il ministro, ma condanna a morte i quattro funzionari che vengono subito venerati come martiri dai milanesi. Sul luogo della loro sepoltura si innalza una cappella ad Innocentes , che diverrà la chiesa di S. Stefano in Brolo. 24 agosto Valentiniano I si associa ad Amiens ( Ambianum ) il figlio di otto anni Graziano. 369 Valentiniano I sposa Giustina. 370 Si celebra il famoso processo di Antiochia, nel quale centinaia di persone appartenenti a diversi ceti sociali vengono torturate e condannate per alto tradimento e pratiche magiche. L'accusa sostiene che i congiurati vogliono sostituire l'imperatore Valente con Teodoro, un giovane di famiglia e posizione elevate. Come conseguenza si ha il rogo di una grande quantità di codici e volumi sospetti di magia. Lo stesso clima inquisitorio si ha a Roma, dove anche parecchi senatori subiscono le torture per pratiche di magia. Gli "inquisitori" sono Massimino e Simplicio. La persecuzione termine dopo l'ambasceria di Vetio Agorio Pretestato. Basilio di Cesarea scrive le sue principali opere contro l'arianesimo. Damaso è riconosciuto ufficialmente come vescovo di Roma. Si distingue per il restauro e la costruzione di nuove chiese a Roma. Fa eseguire importanti lavori in Vaticano e restaura le tombe di numerosi martiri per il quali compone inni ed epigrammi che vengono scolpiti in pietra sulle rispettive tombe. Gli eleganti caratteri della scrittura sono dovuti a Filocalo. Leone è il sanguinario magister officiorum alla corte di Milano. 30 luglio Leggi di Valentiniano I da Treviri per impedire che gli ecclesiastici continuino a carpire donazioni e lasciti testamentari e ad appropriarsi dei beni delle donne che si pongono al loro seguito ( Cod. Theod . XVI 2,20). In realtà sin dal loro primo costituirsi le comunità cristiane si erano venute fondando su un'economia di elemosine e donazioni, per cui particolarmente sollecitata era l'entrata nel loro seno di clarissime feminae, appartenenti a facoltose famiglie senatorie. Col tempo queste donazioni vennero devolute ad altri fini da poco zelanti ecclesiastici. Secondo testimonianze sia pagane che cristiane, largamente diffusa era nel IV secolo la corruzione fra i chierici. Valentiniano cerca di frenare la tendenza dei cittadini a sottrarsi con ogni mezzo all' onus curiale (membri della curia erano in ogni città tutti i proprietari di almeno 25 iugeri di terreno). I curiali o decurioni dovevano amministrare la città a loro spese, da qui la ricerca affannosa di qualsiasi via li potesse liberare dalla incombenza. Da questa carica erano esonerati i senatori, i funzionari, i membri di certe professioni liberali, i vescovi, ecc. 371 Martino è eletto vescovo di Tours e fonda a Monmoutier un monastero. Aurelio Ambrogio è nominato governatore dell' Aemilia et Liguria , con sede a Milano. Il governatore di una provincia romana disponeva di un potere assoluto di amministrazione, giurisdizione, difesa e mantenimento dell'ordine pubblico, che veniva definito con la parola imperium. Aveva il potere della giurisdizione criminale sui provinciali, comprese le condanne a morte. 2 luglio Nasce Valentiniano II, figlio di Valentiniano I e di Giustina. 372 Nell'ambito delle repressioni volute da Valentiniano I contro la magia, viene giustiziato Lolliano, figlio dell'ex-prefetto Lampadio. L'antipapa Ursino è cacciato da Roma per sentenza del pretore Vettio Agorio Pretestato. Il pretore era un filosofo e teologo del paganesimo. Assurto alle più alte cariche politiche, da proconsole d'Acaia a prefetto di Roma, a prefetto pretorio d'Italia, ha anche assunto nella vita religiosa le più alte funzioni: augure e pontefice di Vesta, sacerdote dei culti misterici d'Egitto, sacerdote del Sole, quindecemviro, curiale di Ercole, iniziato a Libero e ai misteri Eleusini, ierofante, neocoro (o ispettore dei templi), purificato col taurobolio (nei misteri di Cibele), padre dei padri (in Mitra). Come prefetto di Roma ristabilisce l'ordine in città, mandando in esilio, in difesa di papa Damaso, Ursino. L'appoggio derivava dal fatto che Damaso era nella comunità cristiana il candidato dell'aristocrazia romana. 374 ottobre Muore Aussenzio e a Milano scoppiano dei tumulti fra cattolici e ariani per la successione. Viene designato eccezionalmente, come garante della pace, Aurelio Ambrogio, laico e neppure battezzato. La carica di vescovo era in un certo senso equiparata a quella di governatore provinciale, anche nella retribuzione che dall'età di Costantino spettava ai vescovi cattolici. 7 dicembre Consacrazione a vescovo di Ambrogio. Secondo la tradizione della Chiesa di Vercelli è Limenio, vescovo di quella città, a impartire i sacramenti ad Ambrogio insieme ad altri due vescovi ignoti. 375 Gli Unni invadono l'Europa, provenienti dalle steppe asiatiche. Distruggono il regno dei Goti nella Russia meridionale, provocando una migrazione di massa. Graziano sposa a Treviri Costanza Postuma. 17 novembre Muore Valentiniano I a 55 anni nel campo militare di Brigetio (O Szony in Ungheria) per un colpo apoplettico. Gli succede Graziano, sedicenne, di credo niceno. Il generale Merobaude per scongiurare la defezione delle truppe orientali fa eleggere augusto il 22 novembre il piccolo Valentiniano II di 4 anni, reggente la madre Giustina, d'accordo col prefetto del pretorio Petronio Probo, che pensa di assicurarsi così il controllo della dinastia. Graziano, che si sente scavalcato nelle sue prerogative di scelta del collega, lascia a Probo la sola prefettura dell'Illirico, sottraendogli l'Italia e l'Africa, e punisce gli altri responsabili. L'inverno è di inaudita rigidità. Ambrogio richiede a Basilio di Cesarea i resti del vescovo milanese Dionigi morto in Cappadocia, ma le condizioni climatiche proibitive fanno fallire la missione e l'arrivo della salma è solo leggenda. 376 Muore Fotino, promotore di un'eresia di matrice ariana, per cui il Cristo era un uomo comune, salvo che per la sua nascita miracolosa e le sue virtù. Muore Germiniano, vescovo di Sirmio. Gli ariani, sostenuti dall'imperatrice Giustina, vogliono un successore ariano; i cattolici presentano come candidato Anemio e si rivolgono al vescovo di Milano Ambrogio, che a Sirmio aveva lavorato. Editto che prevede la pena di fustigazione per i decurioni, una pena umiliante e riservata agli schiavi e agli humiliores . inizio A Cartagine, nel quadro delle epurazioni suggerite a Graziano dai suoi ministri, viene giustiziato Teodosio il Vecchio, generale di Valentiniano I. Il figlio Teodosio, futuro imperatore, si ritira nei possedimenti familiari a Cauca nella Sierra Guadarrama, dove nascerà suo figlio Arcadio nel 377. Ambrogio definisce così l'episodio: "Portò un giogo pesante fin dalla giovinezza Teodosio, perché quelli che avevano ucciso suo padre vittorioso insidiavano la sua vita e sopportò l'esilio per devozione a suo padre ( De obitu Th. , 53) . estate Graziano a Roma rifiuta la veste di pontefice massimo, segnando l'inizio dello Stato laico. dicembre L'antipapa Ursino è a Milano per cercare sostegno alla sua causa insieme a Giuliano Valente, prete ariano scacciato da Poetovio in Pannonia. Ursino viene inviato da Graziano in Gallia e Giuliano Valente è nominato vescovo di Mursa. 377 Valente ordina al duca di Egitto di disperdere i monaci e di arruolarli nell'esercito. Gracco, prefetto dell'Urbe, fa abbattere a Roma le statue pagane e fa chiudere i mitrei. Consolato di Graziano e Merobaude. 378 inizio Muore Uranio Satiro, fratello del vescovo Ambrogio. febbraio Fino ad agosto Graziano è impegnato nelle regioni alpine ad arginare l'irruzione degli Alemanni favorita dall'invasione gotica nei paesi danubiani. giugno Graziano, sulla via per portare soccorso allo zio Valente, si ferma a Sirmio, dove incontra Ambrogio che organizza con Anemio il concilio anti-ariano, che si aprirà in luglio. 9 agosto Valente muore bruciato nel disastro di Adrianopoli combattendo contro i Goti, una delle campagne militari più drammatiche della storia romana. E' una carneficina: 20.000 soldati romani muoiono sul campo. Ammiano Marcellino, pagano antiocheno, nei suoi Annali dice che i Romani davano carne di cane da mangiare ai Goti. autunno Sinodo di Roma, al quale partecipa anche il vescovo di Milano Ambrogio. I vescovi inviano una lettera sinodale a Graziano, ricordando che suo padre ha fatto bene a stabilire con legge che a giudicare i vescovi siano competenti solo i vescovi. Ma occorre che il prefetto del pretorio d'Italia o il vicario (di Milano o di Roma) provveda a rendere effettive le decisioni conciliari. Quanto al vescovo di Roma non può essere citato davanti al prefetto: solo l'imperatore deve essere il suo giudice. Il concilio si era riunito per decidere il contrasto tra Damaso e Ursino, ma tutta la lettera sinodale è rivelatrice dei grandi dissidi sorti all'interno della chiesa italiana. Vengono nominati fra gli scismatici i vescovi di Parma e di Pozzuoli e i Donatisti nordafricani. dicembre Su pressione dei Goti la corte di Sirmio si rifugia a Milano. L'immediata conseguenza di questa invasione ariana sono nuovi torbidi nella chiesa milanese: gli ariani occupano una basilica. Graziano dà ordine che la basilica sia posta sotto sequestro per assegnarla agli ariani. L'imperatore chiede ad Ambrogio un fidei libellus. Ambrogio scrive il De fide , un'amplissima confutazione dell'arianesimo, dedicata all'imperatore. Giuliano Valente, vescovo di Mursa, è a Milano. Ambrogio lo accusa di aver consegnato la città ai Goti e di essere filo-ariano. Negli atti del concilio di Aquileia del 381 scriverà: "A quanto si afferma, avrebbe avuto il coraggio di presentarsi all'esercito romano indossando, a guisa dei pagani - contaminato dall'empietà dei Goti - collana e braccialetti, cosa che senza dubbio costituisce un sacrilegio non solo in un vescovo, ma in qualsiasi cristiano". Nella lettera 62 del 394 Ambrogio ricordava ancora come papa Ursino aveva appoggiato a Milano gli ariani e Valente, "al tempo in cui Valente cercava di turbare la chiesa milanese con detestabili tumulti: ora davanti alla porta della sinagoga, ora nelle case degli ariani, preparando piani segreti e riunendo i suoi fautori". La preoccupazione per il dilagare dei barbari in tutta la penisola è fortissima e la si avverte anche nella predicazione del vescovo Ambrogio. Profughi invadono l'Italia e Ambrogio raccoglie il denaro, vendendo i vasi sacri, per il riscatto dei prigionieri, operazione molto criticata dagli ariani di Milano. 379 19 gennaio A Sirmio Teodosio è nominato augusto per la parte orientale dell'impero, Macedonia inclusa. E' un ispanico, nato l'11 gennaio 347 presso Segovia. Teodosio pone la sua sede a Salonicco, da dove organizza la campagna contro i Goti. 2 luglio Legge di Graziano contro chi dà riparo alle reclute che disertano e si rifugiano nei fondi. La pena prevista è il supplizio del fuoco (Cod. Theod . VII 18,2) 3 agosto Graziano incontra Ambrogio a Milano ed emana un editto con cui abolisce ogni precedente disposizione di tolleranza per le eresie. E' il passo più importante verso la persecuzione degli eretici sul piano giuridico, il cui "crimine" viene equiparato a quello di "lesa maestà". Graziano segue una politica dichiaratamente filo-barbarica. I due poli della politica romana -foedera coi barbari, rafforzamento dell'esercito romano - perdono con Graziano il loro equilibrio: la sua politica fa perno sul foedus coi barbari, né la reazione romana, rappresentata da Massimo, riesce a trasformare radicalmente la situazione. Ambrogio fonda la basilica Martyrum (basilica Ambrosiana), da lui pensata come suo luogo di sepoltura sotto l'altare. 31 agosto Graziano si sposta a Treviri e vi rimane fino alla primavera 380. In questo periodo gli nasce un figlio, che morirà poco dopo. Da Treviri Graziano scrive ad Ambrogio invitandolo presso di sé. dicembre Petronio Probo è prefetto della Gallia e dell'Italia, succedendo ad Ausonio. 380 28 febbraio Editto di Salonicco di Teodosio col quale ingiunge ai suoi popoli di conformarsi al simbolo niceno ( Cod. Theod . XVI 1,2): "E' Nostra Volontà che tutti i popoli governati dalla Nostra clemenza debbano praticare la religione trasmessa ai Romani del divino apostolo Pietro... Questo è l'insegnamento del vescovo romano Damaso e di Pietro d'Alessandria, uomo dotato di santità apostolica: in accordo con la disciplina della dottrina evangelica, dobbiamo credere nell'unica divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, dotati di uguale maestà, e della Santa Trinità. Stabiliamo che quanti si atterranno a tale regola assumano il nome di Cristiani Cattolici. Gli altri, che giudichiamo dementi e folli, saranno invece bollati con l'infamia che spetta a chi professa dottrine eretiche. I loro luoghi di incontro non potranno definirsi chiese e su di loro si abbatterà dapprima la vendetta di Dio e poi la Nostra ostilità, in conformità al giudizio divino." 18 marzo Graziano è a Treviri insieme a Manlio Teodoro, il famoso uomo politico che dominò il partito cristiano milanese. In questo periodo è comes rerum privatarum , carica che terrà fino al 383, poi si ritirerà per dieci anni dalla vita politica. primavera Teodosio è gravemente malato e lascia l'esercito senza guida. Si fa battezzare dal vescovo Acolio. La sua guarigione viene attribuita alla forza della sua fede. 22 aprile Graziano da Milano promulga un editto che impone la confisca di tutti i luoghi di culto a vantaggio dei niceni. Impone che sia restituita ai cattolici una basilica sequestrata non per sua iniziativa ( De Spiritu , I, 8, 19-21). Emana una legge secondo cui le donne di teatro che abbracciano il Cristianesimo non sono più tenute a comparire sulle scene. 2 maggio Teodosio, al fine di contenere i non infrequenti ritorni dei cristiani al paganesimo, spoglia gli apostati del diritto di testare e di ereditare ( Cod. Theod ., XVI, 7, 1-2). settembre Graziano e Teodosio s'incontrano a Sirmio. Viene definita una nuova sistemazione dell'impero. La prefettura d'Italia, Illirico, Africa viene assegnata a Valentiniano II, che ha solo 9 anni. Ciò implica che Graziano deve rimanere a Treviri, mentre Valentiniano II ha diritto a risiedere a Milano. In autunno Teodosio si ammala nuovamente in modo grave. novembre Teodosio entra trionfalmente a Costantinopoli e avvia una persecuzione sistematica del clero di fede ariana e degli aderenti alle altre eresie ritenute pericolose. 381 10 gennaio Teodosio pubblica un editto per l'Oriente che vieta a tutti quanti non accettano il credo di Nicea di radunarsi all'interno delle città. Il vecchio re goto Atanarico entra a Costantinopoli accolto con onori regali da Teodosio, ma muore il 25 gennaio. L'imperatore per placare i Goti deve cedere loro il comando militare dell'Illirico. E' una decisione sconvolgente per la mentalità romana, che non si dà pace delle ragioni profonde del disastro. 29 marzo Graziano è a Milano per la Pasqua e riconsegna la basilica ai cattolici, scontrandosi con Giustina. Trasporta anche da Treviri a Milano la sua corte e gli uffici dell'impero, lasciando a Treviri Petronio Probo come prefetto della sola Gallia. maggio (maggio-luglio) Concilio di Costantinopoli sull'identità sostanziale di Padre e Figlio, che reintegra il credo niceno dopo anni di arianesimo. Non è presente alcun vescovo proveniente da diocesi più ad ovest dell'Illiria. Il vescovo di Roma si fa rappresentare dal metropolita di Salonicco. luglio Decreto di Teodosio che ordina l'espulsione degli ecclesiastici ariani dalle loro chiese ed elenca i vescovi cattolici titolari delle singole diocesi. 3 settembre Concilio provinciale nella sacrestia della basilica di Aquileia, presieduto dal vescovo locale Valeriano, ma guidato dalla foga del vescovo di Milano Ambrogio. Vi compaiono i vescovi di Brescia Filastro, di Pavia Evenzio e di Lodi Bassiano. A rappresentare Graziano è il prefetto Siagrio, un gallo. Viene proclamata la fedeltà alla chiesa di Alessandria. Si condannano due vescovi ariani, Palladio e Secondino. Graziano avrebbe voluto un concilio ecumenico, ma gli orientali avevano già tenuto il loro. Più che un sinodo è un processo, nel quale Ambrogio accusa i vescovi illirici di collaborare coi Goti. 382 Vicenda del nobile religioso ispanico Priscilliano. Il suo pensiero è dominato dalla ricerca di una povertà volontaria e casta. Sembra che avesse incorporato al suo cristianesimo elementi che appartenevano al druidismo. La sua predicazione dispiace sia a papa Damaso, sia al vescovo di Milano Ambrogio, che si rifiutano di ricevere la delegazione di ispanici a Roma e a Milano. In questa città però Priscilliano ha un grosso successo, conquistandosi l'adesione del magister officiorum Macedonio. Questi gli fa ottenere un rescritto di Graziano, con cui si ordina la restituzione delle chiese che presiedevano, togliendole agli usurpatori Idazio e Itacio. Il magister officiorum dirigeva diversi officia del palazzo, dalla segreteria alla schola di agentes in rebus , i corrieri imperiali che avevano il compito di spionaggio nelle province. Macedonio era avversato da Ambrogio. Il vescovo di Milano Ambrogio fonda a Milano la basilica Apostolorum con le reliquie dei SS. Pietro e Paolo, che forse lui stesso riporta da Roma. La basilica è collocata al centro di una strada trionfale porticata, che inizia con un arco (all'altezza dell'attuale teatro Carcano). Si può supporre che, avendo chiusi i templi pagani, l'imperatore volesse celebrare le sue vittorie in una basilica costruita all'interno di un percorso trionfale cristiano. Parallelamente alla basilica "romana" (utilizza i mattoni provenienti dalla stessa fornace), viene fondata un'altra grande basilica sul modello di quella palatina di Treviri, che all'inizio del VII secolo verrà intitolata a S. Simpliciano. Anche questa basilica sembra essere di committenza imperiale e, dati i rivolgimenti politici, la sua costruzione può aver subito un arresto di parecchi anni. 3 aprile Graziano è a Milano, poi si sposta ad Aquileia e in altre città vicine, come Brescia, tornando sempre a Milano. estate Graziano si reca a Viminacium sul Danubio per incontrare Teodosio, che con gesto di aperta ostilità non riceve il collega al confine come da etichetta. Viene siglato l'accordo che sancisce per la prima volta l'insediamento di Visigoti in qualità di federati. estate Il vescovo di Milano Ambrogio convoca con lettere di Graziano un concilio a Roma. 18 agosto Graziano da Milano ordina di soprassedere per 30 giorni l'esecuzione di ogni sentenza capitale emanata dall'imperatore, per ovviare agli inconvenienti di una sentenza troppo affrettata. autunno Le legioni romane di Britannia, appartenenti alla Gallia, acclamano come imperatore il loro comandante Magno Massimo, originario della Galizia, che sfrutta il malcontento delle truppe verso Graziano, approfittando della sua amicizia (o parentela) con Teodosio. Massimo è riconosciuto dalle truppe della Germania e della Gallia Belgica. 28 novembre Graziano è ancora a Milano, di ritorno da una campagna danubiana, mentre il vescovo Ambrogio ritorna dal concilio romano: dai loro colloqui nascono gli editti per la soppressione del titolo di pontefice massimo agli imperatori, per l'abolizione della nomina del mantenimento delle Vestali e degli altri collegi sacerdotali di Roma, che ebbero confiscati anche i beni, e infine per la rimozione dell'altare della Vittoria nel senato romano. Quest'ultimo provvedimento suscita forte scalpore e a Milano accorre Simmaco, principe del senato, mentre Damaso fa pervenire ad Ambrogio il voto dei senatori cristiani che il provvedimento sia mantenuto. Simmaco non viene ricevuto da Graziano, che si sbilancia eccessivamente a favore dei cristiani. Simmaco è un personaggio potente, che può permettersi di spendere ben 2.000 libbre d'oro (ca. 140.000 solidi) per celebrare i giochi pretoriani in onore del figlio. Il reddito medio di un senatore si aggirava sui 120.000 solidi contro i 1.000 di un funzionario governativo. Graziano colpisce i rapporti fra lo Stato e la tradizione religiosa romana; se non si vietavano i culti pagani, col privarli del pubblico finanziamento e dell'investitura statale se ne vanificava l'esercizio. Il giovane imperatore disponeva che i sussidi tolti a sacerdoti e vestali andassero a favore dei ceti più umili: facchini ( baiuli ), becchini ( vespillones ) e postini ( tabellari ). Ambrogio vieta i refrigeria , banchetti che si celebravano sulla tomba nell'anniversario della nascita di un defunto. 383 gennaio Graziano nomina console Merobaude, l'accusatore di Teodosio il Vecchio. In risposta il 16 gennaio Teodosio si associa il figlio Arcadio, nato nel 377. Muore Costanza Postuma, moglie di Graziano, sepolta il 12 settembre nell' Apostoleion di Costantinopoli. 25 marzo Legge di Graziano che abolisce tutte le immunità di censo. E' previsto il supplizio del fuoco ai tabularii che concedono false esenzioni fiscali (Cod. Theod . XIII 10,8). La gravità della pena prova che la corruzione era ormai radicata nell'amministrazione. 2 maggio Graziano è ancora a Milano, poi parte per Padova. 20 maggio Teodosio ribadisce l'impossibilità per gli apostati di ereditare e testare. 16 giugno Legge di Graziano da Verona che comanda di non prestar fede a funzionari che affermano di presentarsi con istruzioni segrete dell'imperatore. Occorre che gli agenti esibiscano mandata scripta o sacrae litterae (credenziali) ( Cod. Theod . I 3,1). Graziano raggiunge la zona di Parigi in meno di un mese e si scontra con l'esercito di Massimo. Merobaude diserta e Graziano si trova in gravi difficoltà. 25 agosto Graziano è ucciso a Lugdunum (Lione) a soli 24 anni durante un banchetto offerto dal governatore che lo consegna ad Andagrazio, generale di Massimo. La notizia della morte di Graziano, insieme ai disagi di una grave carestia provocata dai mancati raccolti di Spagna, Nord-Africa ed Egitto, è appresa con grande costernazione a Milano, sia presso la corte sia nell'episcopato. Ambrogio perdeva in Graziano un docile strumento, mentre Giustina si vedeva costretta a scegliere tra Teodosio e Massimo. Massimo non aveva simpatie per Ambrogio. Quell'uomo di chiesa che faceva politica e godeva di un'autorità superiore alla sua non era fatto per piacere al rude soldato spagnolo. autunno Il vescovo di Milano Ambrogio viene inviato come ambasciatore a Treviri. Gli storici esaltano il ruolo diplomatico da lui svolto che permise di salvare l'orfano e la vedova dalle mire dell'usurpatore e la corte di Milano dall'invasione. In realtà il presule fu inviato a Treviri per temporeggiare, mentre il generale Bautone raccoglieva le difese. Contemporaneamente Vittore, ambasciatore di Massimo, si dirige a Milano per rivolgere a Valentiniano II e a Giustina l'invito di andare a Treviri. Il vecchio Sesto Petronio Probo è richiamato a Milano dal suo ritiro per ricoprire la carica di prefetto. 384 Stilicone viene inviato a Ctesifonte per discutere la questione dell'Armenia, stato cuscinetto tra l'impero romano e quello persiano. Come ricompensa per l'abilità mostrata nel negoziato, Teodosio concede in moglie a Stilicone la figlia adottiva Serena e lo eleva al rango di comes sacri stabuli , con l'incarico di occuparsi delle forniture dei cavalli per l'esercito. Arriva a Milano, ospite della corte ariana, Mercurino Aussenzio, vescovo di Durostorum (Silistra), deposto nel 383 da Teodosio. Era stato discepolo del vescovo goto Ulfila, del quale aveva scritto la biografia, per cui incontra la simpatia dei numerosi goti che formano lo stato maggiore delle truppe alle dipendenze di Valentiniano. Si organizza a Milano una piccola comunità ariana. 13 marzo Fino all'11 giugno Valentiniano II è a Milano. Simmaco, praefectus urbi, viene a Milano a capo di una ambasceria per ottenere da Valentiniano II, allora tredicenne, il ripristino dell'ara della Vittoria nella Curia romana, fatta rimuovere da Graziano nel 382. Il vescovo Ambrogio, appena ne è informato, manda a Valentiniano una lettera con la quale ottiene che la risposta ai pagani sia negativa. estate Accordo secondo il quale Massimo è augusto per la Gallia, la Britannia e la Spagna con sede a Treviri; Teodosio per l'Oriente con capitale a Costantinopoli; Valentiniano II per l'Illirico, l'Italia e l'Africa con sede a Milano e Aquileia. Teodosio è a Verona per breve tempo. estate Agostino giunge a Milano. Lamenta l'assenza di illuminazione notturna in città a causa della mancanza d'olio: era in atto una crisi economica, denunciata anche da Simmaco che la fa derivare dai provvedimenti contro il culto pagano di Graziano. Agostino viene inviato a Milano dal prefetto e ministro della pubblica istruzione di Roma Simmaco, che aveva ricevuto richiesta dall'università milanese di un docente di retorica; per ricevere l'incarico Agostino si sottopone ad una prova di declamazione ( Confessioni , XIII). Il nuovo retore è manicheo e ritiene che l'insegnamento cattolico sia assurdo ( Confessioni , XIV). Agostino offre un quadro della corruzione politica, del desiderio di vivere in comunità, dei valori del successo: "il mio genere d'attività ormai non mi piaceva; senza la spinta della cupidigia che, prima, con le speranze di onore e di guadagno mi rendeva tollerabile quella pesante catena, ora ne sentivo la gravezza" ( Confessioni , 8, 1). Dalle Confessioni si deduce che all'epoca della vendemmia si chiudevano per 20 giorni le scuole. Nello stesso capitolo (9,2) si accenna alle difficoltà di respirazione a Milano durante l'estate, dolori di petto e raucedine, che colpivano anche Ambrogio. luglio Valentiniano II, su sollecitazione di Simmaco, aveva decretato che venissero restituiti i beni sottratti ai templi pagani. Così spiega l'accaduto il vescovo Ambrogio nel De obitu Valentiniani : 19. "Roma aveva inviato degli ambasciatori per rivendicare i diritti dei templi, i privilegi profani dei collegi sacerdotali, l'esercizio dei loro diritti e, cosa più grave, essi si facevano forti dell'autorità del Senato. E siccome tutti senza eccezione quelli che erano presenti in quell'adunanza del concistoro, cristiani e pagani indistintamente, dicevano che quei diritti dovevano essere ripristinati, Valentiniano si opponeva dicendo: "Come pensate che io debba ripristinare quei diritti che la pia anima di mio fratello tolse, offendendo in ciò sia la religione sia mio fratello?" 20. E siccome cercavano di metterlo alle strette con l'esempio paterno, dicendo che sotto suo padre nessuno aveva abolito quei privilegi, rispose: "anche se mio padre ve li avesse restituiti, mio fratello ve li aveva tolti! Forse mio padre era imperatore e non lo era mio fratello?" 9 settembre Nasce a Costantinopoli Onorio, figlio di Teodosio e di Flaccilla. dicembre Dopo la morte concomitante di Graziano e Damaso, a Roma si acutizza la resistenza pagana, che si diffonde a Milano. Bautone, arbitro ormai del potere imperiale in Italia, non esita ad appoggiare il partito pagano, nominando alle cariche più importanti Rumoride, magister militum , Pretestato, prefetto al pretorio al posto di Petronio Probo e Aurelio Simmaco, alla prefettura urbana e da giugno prefetto al pretorio. Vettio Agorio Pretestato, partecipe dei misteri iniziatici orientali, ottiene un decreto imperiale con cui si vieta la spoliazione dei pubblici monumenti. Bautone conduce una campagna in Rezia per respingere l'invasione di Goti Iutungi. Massimo vi scorge una minaccia ai suoi territori e il vescovo Ambrogio interviene per conto della corte, facendogli notare che i Goti rappresentano un pericolo anche per lui. dicembre Il vescovo di Milano Ambrogio va per la seconda volta a Treviri, anche per chiedere che venga restituito il corpo di Graziano, che Massimo rifiuta "per non rinnovare il dolore dei soldati". E' un incontro tempestoso e Massimo caccia il vescovo da Treviri (Epistola 30/ Lettere-1). Ambrogio scomunica Massimo per aver fatto giustiziare Priscilliano mentre era a Treviri. Interviene poi violentemente contro la decisione di abolire le risoluzioni di Graziano e minaccia Valentiniano II di interdizione (Epistola 17). 11 dicembre Muore Damaso ed è eletto Siricio, il primo ad assumere il titolo di "papa". Girolamo lo considera un uomo semplice che giudicava gli altri col metro del suo modesto ingegno (Epistole, 127, 9). Girolamo (347-420), uomo di cultura che nel 365 era stato anche a Treviri, sperava di succedere a papa Damaso con l'appoggio del vescovo di Milano Ambrogio, invece deve lasciare Roma (da questo momento sarà un feroce critico del vescovo milanese). Siricio si trova a fronteggiare a Roma il monaco Gioviniano, che negava valore all’ascetica cristiana. Il papa lo condanna e Gioviniano cerca protezione a Milano presso Ambrogio, ma ne riceve un’ulteriore condanna. Siricio è ricordato nella storia come l’iniziatore delle Decretali, quei documenti pontifici di natura normativa redatti in forma di lettere che divengono fonte di diritto ed entrano a far parte delle collezioni giuridiche. Dalle sue decretali risulta l’uso del battesimo solo alla vigilia di Pasqua e Pentecoste. 385 primavera A Milano gli uffici di corte pregano il vescovo Ambrogio di concedere per il culto ariano una basilica, ma il vescovo rifiuta dando il via a nuovi scontri. Epistola 75A, 23: "Quando il popolo seppe che mi ero recato a palazzo, vi fece irruzione con tale impeto che non furono in grado di tener testa alla sua violenza; il conte militare uscì con le truppe leggere per mettere in fuga la folla e io fui pregato di placare il popolo promettendo che nessuno avrebbe invaso la basilica della Chiesa". Il risentimento dell'imperatrice Giustina è forte: "L'imperatore non deve ricevere una basilica in cui recarsi e Ambrogio vuole essere più potente dell'imperatore?". Valentiniano II affida agli ariani e al loro vescovo Mercurino, che ha preso il nome di Aussenzio II la basilica Porziana . Secondo Krautheimer ( Tre Capitali , 140), la basilica Porziana sarebbe identificabile nel futuro S. Lorenzo. La corte fa allestire nella Porziana la tribuna dell'imperatore. In questo periodo coesistono il vescovo ariano e quello cattolico. Il prefetto pretorio per l'Italia è Flavio Neoterio, uomo di grande esperienza e già prefetto dell'Oriente. 13 aprile Pasqua: i cattolici occupano la chiesa ariana; le truppe imperiali circondano sia la Porziana che la vecchia e la nuova cattedrale; ma di fronte ai sermoni provocatori di Ambrogio e alla sua resistenza inflessibile, Valentiniano II deve arrendersi. 10 luglio La corte si sposta da Milano ad Aquileia, fino all'11 dicembre. 386 Probabile anno di nascita di Eucherio, figlio di Stilicone e Serena. 6 gennaio Papa Siricio presiede un sinodo di 80 vescovi riuniti presso la tomba di S. Pietro. Ambrogio costringe Gaudenzio ad accettare il seggio episcopale di Brescia, dove già era in costruzione la basilica Concilia Sanctorum . 19 gennaio Consacrazione a Milano della basilica Martyres , che dal vescovo si chiamerà Ambrosiana. 23 gennaio Valentiniano II emana da Milano una costituzione diretta al prefetto pretorio Eusiginio che condanna l'integralismo di Ambrogio, in cui si concede diritto di culto pubblico ai sostenitori della formula di Rimini, pena di morte a chi si fosse opposto ( Cod.Theod. XVI, 1.4). Nel sermone Contro Aussenzio Ambrogio dà la formula della sua visione del potere temporale: "Imperator enim intra Ecclesiam, non supra Ecclesiam est " (Epistola XXI). 26 febbraio Editto da Costantinopoli ( Cod. Theod . IX, 17,7) che proibisce traslazioni, mutilazioni o commerci di parti anatomiche relative ai morti ritenuti santi. L'editto non sembra valere per la parte occidentale dell'impero. marzo Epistola 75 del vescovo Ambrogio a Valentiniano II, dalla quale si evince che gli ariani avevano eletto un loro vescovo nella persona di Mercurino, già vescovo di Durostorum (Silistra), che aveva preso il nome di Aussenzio. In risposta alla richiesta inperiale di presentarsi con dei giudici di sua scelta davanti al consistoro per sostenere un contraddittorio con Aussenzio. Il vescovo cattolico era stato precedentemente invitato ad andare via da Milano, in una sede di sua scelta; il presule nella lettera suggerisce al quindicenne imperatore: "Avresti dovuto fissarmi una destinazione conforme ai tuoi desideri...", ma lascia intendere che non abbandonerà in mano ariana la sua Chiesa. Nella lettera successiva (75a del 29.3.) si capisce che Ambrogio è seguito a vista dalla polizia imperiale e il vescovo insinua che sarebbero possibili sedizioni se gli succedesse qualcosa. 27 marzo (venerdì) La corte ariana richiede la "basilica nova, dentro le mura, che è la maggiore"; il vescovo Ambrogio coi fedeli è rinchiuso nella Porziana. 28 marzo (sabato) Il vescovo Ambrogio è ancora nella Porziana. Il prefetto del pretorio viene a chiedere lo sgombero almeno della Porziana , quindi era ancora occupata anche la Nova . Dopo il rifiuto, l'assemblea sembra sciogliersi. Ambrogio commenta: "Dicono che il popolo è stato abbindolato dall'incantesimo dei miei inni. Proprio così: non nego nemmeno questo. E' un grande incantesimo, il più potente di tutti". Ambrogio ha introdotto nella Chiesa milanese per l'occasione i canti antifonati poi noti come inni ambrosiani. 29 marzo Domenica delle Palme: il vescovo Ambrogio è nel battistero; lì riceve l'informazione che dal palazzo hanno mandato i commessi alla Porziana per appendere le cortine nella chiesa (il velario che separa il posto imperiale). Il popolo vi sta accorrendo e, strada facendo, sequestra un sacerdote ariano. Rioccupano la Porziana . 30 marzo (lunedì) Provvedimenti polizieschi contro la classe dei mercanti sostenitori dei cattolici, dai quali si esigono entro il 1° aprile 200 libbre d'oro (65,5 kg). Le carceri si riempiono di commercianti cattolici (Epistola 76). 31 marzo (martedì) Il vescovo Ambrogio è asserragliato nella basilica Vetus e poi va a casa a dormire, ma i fedeli restano ad occuparla (Epistola 76). 1 aprile (mercoledì) Prima dell'alba i soldati circondano la basilica Vetus : "Dai lamenti del popolo compresi che la basilica era stata circondata". Anche la basilica Nova è piena di gente, inclusi i soldati, e pure la Porziana , dalla quale vengono tolte le cortine imperiali. "Io non potei tornare a casa, perché tutto intorno c'erano i soldati che presidiavano la basilica " (Epistola 76). 2 aprile (giovedì) Valentiniano ordina che i soldati lascino la basilica Nuova e che si restituisca il maltolto ai commercianti. Il giorno dopo lascia Milano per Aquileia. 9 maggio Il vescovo Ambrogio depone sotto l'altare maggiore della basilica Apostolorum le reliquie degli Apostoli (Epistola XX a Marcellina). estate Nuova missione diplomatica del vescovo Ambrogio presso Massimo a Treviri per richiedere ancora il corpo di Graziano (Epistola 24), morto ormai da tre anni. Il fratello di Massimo, Marcellino, viene per scambio a Milano. 6 giugno Fino al 29 luglio Valentiniano II è a Milano. 17 giugno Il vescovo Ambrogio ritrova presso la basilica dei SS. Nabore e Felice, grazie ad una rivelazione, i resti dei corpi di Gervasio e Protasio (Epistola XXII) e li trasla nella nuova basilica che aveva fatto costruire, collocandoli sotto l'altare, dove avrebbe trovato posto il suo corpo. "Poiché non ho meritato personalmente di essere martire, ho almeno ottenuto questi martiri per voi" (Epistole, 22, 12). Questa enunciazione assume un tono polemico in considerazione del fatto che Ambrogio aveva fatto predisporre solo per sé, sotto l'altare maggiore, la sua tomba. Solo in seguito alle pressanti richieste da parte della popolazione, contraria a questa insolita disposizione, Ambrogio decide di condividere la sepoltura con due martiri e fa scavare un altro loculo continuo al suo sempre sotto l'altare. Lo "stile" da lui manifestato nella scoperta e nell'appropriazione delle reliquie diventerà rapidamente un modello per l'occidente latino (Sidonio Apollinare, Epistole , VII, I, 7). Le inventiones dei martiri avevano una caratteristica anti-ariana dal momento che gli ariani negavano i meriti dei martiri. In occasione delle inventiones si alzavano le grida degli invasati dai demoni, che in questo modo attestavano l'autenticità dei corpi dei martiri. 3 novembre Il dies solis diventa dies dominicus , ossia domenica ( Cod. Theod . XI, 7,13). 19 novembre Valentiniano II ritorna a Milano da Aquileia e vi resta fino al 19 maggio 387. Legge ( Cod. Theod . XII, 1, 112) volta a vietare ai cristiani l'accettazione di cariche sacerdotali pagane. Colpiva quei cristiani che usavano ugualmente accettare l'incarico di sacerdoti del culto di Roma e dell'imperatore. Ciò significava beneficiare del privilegio di esenzione perpetua dai pesanti munera cittadini, da quello particolarmente che li avrebbe costretti ad essere membri della curia (decurioni) e ad accollarsi gli oneri finanziari. Nelle famiglie appartenenti ai ceti agiati era diffusa l'usanza, tra gli uomini soprattutto, di farsi catecumeni sin dall'infanzia, ma di differire il battesimo sino alla vecchiaia, per non aver contrasti nelle cariche pubbliche. La legge riprende quella emanata da Valentiniano I nel 370 ( Cod. Theod . XVI, 2, 104). 387 primavera Rivolta di Antiochia. Alla lustralis collatio , ovvero alla tassa in oro imposta agli artigiani e ai mercanti, si era aggiunto l' aurum coronarium, che andava a colpire il ceto curiale di proprietari terrieri che governavano la città. L'aurum coronarium era una "donazione spontanea" fatta all'imperatore in occasione di anniversari, durante i quali si premiavano i soldati più valorosi. All'annuncio della nuova tassa, scoppia una sommossa e i rivoltosi si sfogano distruggendo alcuni pannelli con l'effige dell'imperatore e le statue in bronzo della famiglia imperiale. Queste immagini erano le più sacre dell'impero, oggetto del culto universale del divino augusto, che neppure la fede cristiana poteva ridimensionare. Erano collocate nelle aule di giustizia a tutela della sacralità dei giuramenti. Per volontà di Teodosio, i capi della sommossa vengono arsi vivi per il delitto di lesa maestà ed Antiochia, già sede dei re Seleucidi, viene degradata a tributaria nei confronti della limitrofa Laodicea. Mentre proseguono le esecuzioni, gli arresti e le confische, la città invia presso l'imperatore il vescovo Flavio e il senatore Ilario, che ottengono la revoca del provvedimento e l'amnistia generale. 15 aprile Vigilia di Pasqua. Tra i battezzati dal vescovo Ambrogio si trova anche il retore Agostino. 20 maggio Valentiniano II, Giustina e la corte si trasferiscono definitivamente ad Aquileia. Il senato aveva fatto pratiche per il trasporto della corte a Roma, ma i Milanesi, assistiti dal concittadino Flavio Manlio Teodoro, prefetto al pretorio d'Italia, sede a Milano, si oppongono. estate Milano diventa la sede ufficiale di Massimo. Giustina e Valentiniano II si rifugiano a Salonicco da Teodosio. Intorno a questa data muore Sesto Petronio Probo. autunno A Salonicco Teodosio vedovo e già quarantenne, sposa Galla, figlia di Valentiniano I. Massimo realizza finalmente quali sono le mire politiche di Teodosio, concretizzate attraverso l'alleanza dinastica, e si prepara ad attaccare. Nomina augusto il figlioletto Vittore, che lascia a Treviri sotto la protezione dei generali Nannenio e Quintino. 388 Tumulti di Callinicum (Mesopotamia). Alcuni monaci, si dice provocati, incendiano una chiesa di gnostici valentiniani e una sinagoga. Teodosio ordina al vescovo cattolico di ricostruire la sinagoga a sue spese. Il vescovo Ambrogio interviene opponendosi alle disposizioni imperiali (Epistola 40). Si tratta di una questione di principio e l'imperatore deve astenersi dall'entrare in materia ecclesiastica (Ep. 40,22). Di fronte al silenzio dell'imperatore Ambrogio studia una punizione: durante la messa rimprovera l'imperatore presente e poi si pone davanti a lui dichiarando di non voler proseguire l'ufficio se non blocca il procedimento contro il vescovo di Callinico. Teodosio annulla il suo provvedimento; è un atto sorprendente, perché Ambrogio non aveva alcun diritto d'intervenire nella giurisdizione di una città orientale, per una questione di carattere giuridico. Infatti secondo la legge chi danneggiava una proprietà, doveva risarcire il proprietario. In questo stesso anno Teodosio vieta le nozze tra cristiani e giudei (Cod.Theod. IX, /.5) e gradatamente esclude i giudei dalle professioni libere e dal servizio dello Stato, incluso quello militare. Per intervento di papa Siricio, che voleva contenere l'autorità del vescovo Ambrogio, il vescovo di Aquileia Cromazio ottenne un'autorità metropolitica che comprendeva una ventina di vescovadi in Italia e un'altra decina oltre le Alpi. inizio Viene scoperto in Macedonia un complotto ordito da alcuni soldati di origine germanica comprati da Massimo per eliminare Teodosio. primavera Teodosio attacca la parte occidentale dell'impero con un esercito composto prevalentemente di Goti, Unni e Alani. Il comando supremo spetta a Teodosio, sotto il quale c'è Promoto. Alla testa dei reparti di cavalleria vi sono Timasio e Ricomere; Stilicone è comes domesticorum . estate Massimo ha scelto come quartiere generale Aquileia e manda Andagrazio a presidiare le Alpi Giulie. Il forte dell'esercito è guidato da suo fratello Marcellino, che si scontra con Teodosio a Poetovio (Ptuj). Il risultato della battaglia è favorevole a Teodosio e Massimo si rinserra ad Aquileia. Quando però l'avanguardia di Teodosio raggiunge la città, le truppe di Massimo si arrendono e consegnano il loro comandante a Teodosio. L'esiguo corpo di Mauretani rimastogli fedele viene trucidato al momento della cattura. 28 agosto Massimo è decapitato nei pressi di Aquileia, dopo aver subito una tortura allo scopo di fargli confessare l'estraneità di Teodosio alla sua ribellione. Nelle settimane successive la sua testa viene esposta nelle diverse province. Teodosio invia a Treviri Arbogaste con l'ordine, subito eseguito, di uccidere il giovane Vittore. Il resto della famiglia di Massimo è risparmiato: le figlie sono affidate ai parenti di Teodosio, mentre alla moglie si assegna un vitalizio. Trifolio, ex ministro delle finanze di Teodosio, è nominato prefetto del pretorio dell'Italia e dell'Illirico; il fidato generale franco Arbogaste viene promosso a magister militum; magister officiorum è il cattolico Rufino. 10 ottobre Teodosio riporta a Milano Valentiniano II (Giustina è morta da poco) e vi è registrato saltuariamente fino agli inizi del 391. Provvede a una nuova sistemazione dell'impero, assegnando la Gallia, con capitale a Treviri, a Valentiniano II, sotto la tutela di Arbogaste e di due ufficiali a lui fedeli, Costanziano e Neoterio, che diverranno prefetti della Gallia nel 389 e 390. Teodosio si riserva la direzione suprema, ma si affianca per la parte orientale il figlio Arcadio. Ausonio compone l' Ordo nobilium urbium , dove elenca in ordine d'importanza Roma, Cartagine, Treviri e Milano nelle città nobili dell'impero teodosiano. Il quadro che dà di Milano risale all'epoca della sua visita, il 379. 389 23 gennaio Teodosio condanna a morte i manichei; non ammette lasciti all'imperatore o ai parenti mediante codicilli o lettere, ma solo per regolare testamento ( Cod. Theod ., IV, 4,2) giugno Fino ad agosto Teodosio si sposta a Roma per celebrare la vittoria su Massimo. Lo accompagna il magister officiorum Rufino. In quell'occasione Teodosio ufficializza la nuova direzione dell'impero: riserva a sé la direzione suprema e assegna l'Oriente al figlio Arcadio, undicenne, e l'Italia a Onorio di 4 anni, tralasciano di citare Valentiniano II a Treviri. Torna quindi a Milano, dove passa l'inverno. I rapporti tra l'imperatore e il vescovo Ambrogio sono molto freddi. Al vescovo è interdetta la presenza al concistoro (Epistola 51). autunno Teodosio nomina prefetto del pretorio il pagano Nicomaco Flaviano, consuocero di Simmaco. Resterà alla corte di Milano due anni. 390 Sinodo di Milano, in cui Ambrogio tenta di pacificare i vescovi delle Gallie divisi per la condanna a morte di Priscilliano e l'elezione di Felice a vescovo di Treviri. agosto Teodosio ordina l'eccidio di Salonicco. L'avvenimento si può così riassumere: verso la fine di giugno un auriga famoso era stato arrestato; per liberarlo erano seguiti tumulti popolari che avevano provocato la morte di Buterico, magister militum dell'Illirico e capo del servizio d'ordine cittadino. L'imperatore, per tenere sotto controllo le truppe composte da Goti, ordina una rappresaglia che sfocia in una tremenda carneficina di Tessalonicesi nel circo (si dice circa 7.000). Per questo motivo il 18 agosto emana da Verona una legge secondo la quale ogni decreto di condanna può essere eseguito solo dopo 30 giorni. settembre Poiché Teodosio sta per far ritorno a Milano, Ambrogio, prima di partire dalla città dicendo di sentirsi poco bene, dichiara che in presenza di Teodosio non celebrerà più la messa, a meno che l'imperatore non faccia penitenza. 25 dicembre Natale. Teodosio, privo delle insegne imperiali, entra in chiesa tra due ali di fedeli e, piangendo, si getta più volte in ginocchio, chiedendo perdono a Dio. Solo dopo il vescovo Ambrogio gli impartisce la comunione (Epistola 51). 391 24 febbraio Pubblicazione a Milano dell'editto di proscrizione del paganesimo, indirizzato al prefetto dell'urbe Clodio Albinio ( Nemo se hostiis polluat , Cod. Theod . XVI, 10,10)): si ribadisce il bando di qualunque sacrificio pubblico e privato, incluse le cerimonie tradizionali dello Stato ancora in uso a Roma, e la chiusura dei templi. Il provvedimento è stato prima discusso nel concistoro di Milano con il prefetto Flaviano, elemento di spicco della classe senatoria di fede pagana. Il testo recita: "Nessuno si avvicini agli altari sacrificali, cammini all'interno dei templi o veneri immagini forgiate da mani mortali". Per i membri delle classi elevate che trasgredivano a tali prescrizioni era prevista una multa di 15 libbre d'oro. A Roma vengono effettivamente aboliti i riti sacrificali di Stato, ma tutte le altre cerimonie continuano a essere celebrate e i templi frequentati. primavera Teodosio lascia Milano prima per Aquileia, poi per Salonicco. A Milano restano Grata e Giusta, sorelle di Valentiniano II, che risiede a Treviri o a Vienne. 9 giugno Editto di Teodosio da Concordia indirizzato a Flaviano, che riconosce il cattolicesimo come religione di stato: "E' nostra volontà che tutti i popoli che sottostanno al governo della nostra benevola grazia osservino la fede che il divino apostolo Pietro trasmise ai Romani. Questo è il credo osservato dai pontefici Damaso e Pietro e dal vescovo di Atanasio di Alessandria, uomo di santità apostolica. Noi crediamo, secondo l'insegnamento apostolico e la dottrina evangelica, alla divinità una del Padre in uguale maestà e in santa trinità. Chi osserva questo comandamento deve secondo la nostra volontà assumere il nome di cristiano cattolico. Tutti gli altri, che a nostro avviso sono stolti e pazzi, devono essere distrutti attraverso interventi giudiziari che decideremo con l'appoggio della volontà celeste." ( Cod. Theod ., 16, 1, 2). La legge proibisce in maniera tassativa l'apostasia, pena la perdita dei diritti testamentari. Come risposta pagana un numero sempre crescente di abitazioni private vengono adibite a luogo di culto. 392 A Costantinopoli nasce Galla Placidia da Galla e Teodosio. Il padre le conferisce subito il titolo di "nobilissima". inizio Concilio di Capua presieduto da Ambrogio e indetto da papa Siricio per porre fine allo scisma di Antiochia. Si prende anche in considerazione la posizione di Bonoso di Naisso, che nega la perpetua verginità della Madonna. Bonoso appartiene alla giurisdizione di Salonicco. Contro di lui Ambrogio scrive il De institutione Virginis . primavera Scoppia la ribellione di Valentiniano II, che ha 21 anni e vuole decidere di lasciare le Gallie. Il franco Arbogaste, che figura come suo tutore, in realtà è un emissario di Teodosio, che vuole tenere Valentiniano relegato. Valentiniano si appella come arbitro al vescovo Ambrogio. 15 maggio Vigilia di Pentecoste: Valentiniano II viene trovato impiccato nel palazzo imperiale di Vienne. L'opinione pubblica ne incolpa Arbogaste, che invece sostiene la tesi del suicidio. La storia non ha mai risolto il delitto. Le esequie di Valentiniano hanno luogo in agosto a Milano. giugno La lettera XXV del vescovo Ambrogio indirizzata all'imperatore Teodosio lascia intendere che il vescovo era stato coinvolto nell'assassinio di Valentiniano II. Ambrogio apre la lettera con una ammissione: "Le tue parole di clemenza hanno interrotto il mio silenzio; infatti, in così tristi circostanze, avevo deciso di non far nulla di meglio che nascondermi, nei limiti del possibile. Ma siccome non potevo rimpiattarmi in qualche luogo solitario e spogliarmi delle funzioni episcopali, mi tenevo nascosto interiormente, tacendo". 22 agosto Il magister militum Arbogaste fa eleggere imperatore l'anziano retore Flavio Eugenio. E' un cristiano di origini romane, entrato negli uffici dell'amministrazione imperiale come direttore della cancelleria (magister scriniorum ) nel governo di Vienne, introdotto da Ricomere, zio di Arbogaste. L'aver stabilito a Vienne la residenza imperiale è un indizio della prevalenza che le province meridionali avevano cominciato ad avere già allora. Arbogaste, un Franco, affidava ora il trono a Eugenio, cercando di mantenere l'unità tra prefettura gallica e prefettura d'Italia. Per questo voleva spostare verso sud il centro di gravità politico, pur mantenendo nel nord l'antica capitale, Treviri. Il prefetto pretorio Italiae Illyrici et Africae Virio Nicomaco Flaviano, benché goda dell'amicizia di Teodosio, del quale ha anche scritto la vita, non appena sembrano rifiorire con Eugenio le sorti del paganesimo, passa dalla parte dell'usurpatore, si fa attivissimo restauratore in Roma della religione nazionale e degli antichi culti, minaccia rappresaglie a Milano contro i cristiani e le loro basiliche e con Arbogaste ed Eugenio muove contro Teodosio. 8 novembre Gli imperatori Teodosio, Arcadio e Onorio emanano da Costantinopoli, indirizzato al prefetto d'Oriente Rufino, l’editto più radicalmente persecutorio nei confronti dei pagani: nessuno, neppure in privato, può immolare vittime, adorare idoli o appendere corone agli alberi sacri, elevare altari di zolle, onorare col fuoco i Lari domestici, con libagioni il proprio Genio e con incenso i Penati ( Cod. Theod. XVI, 10,7; XVI, 10,12). La pena prevista è capitale, a prescindere dallo status sociale, e con la confisca delle abitazioni in cui tali pratiche si svolgono. I decurioni devono informare i governatori, che devono disporre un'indagine approfondita. Per rassicurare la popolazione, i vescovi cristiani assorbono nella religione cattolica le divinità locali, trasformandole in santi, e le feste paesane, che vengono inserite nel nuovo calendario. 393 Sinodo romano riunito da papa Siricio, ribadito da un sinodo milanese poco più tardo, per condannare l'eresia di Gioviniano che negava il parto virginale di Maria. 10 gennaio Onorio è in carica come augusto. primavera Lettera 57 del vescovo Ambrogio a Flavio Eugenio, da Firenze. Ribadisce che nessun imperatore cattolico può concedere ai pagani il diritto di giurare sull'altare della Vittoria nella Curia e che vengano loro forniti i mezzi economici per i loro riti. Se Flavio Eugenio avesse osato agire così, avrebbe trovato le porte delle chiese sbarrate. "Ma quando la tua clemenza assunse il governo dell'impero, si seppe che quei beni erano stati dati a uomini politicamente insigni, ma di religione pagana; e forse si potrebbe dire, augusto imperatore, che tu non li hai restituiti ai templi, ma li hai regalati a persone che avevano benemerenze nei tuoi riguardi". ottobre Flavio Eugenio si stabilisce a Milano e il vescovo Ambrogio lascia la città. L'imperatore concede, come suo dono personale, i sussidi per il culto pagano, che viene normalmente ripristinato. 394 Concilio di Nimes: un canone dichiara che non c'è nessun obbligo di ospitare i pellegrini detti periodanti, religiosi che più o meno in buona fede vagavano da un santuario all'altro con lettere commendatizie del loro vescovo (litterae formatea), che garantivano loro vitto e alloggio gratuiti. Sia il vescovo Ambrogio che il vescovo Basilio si dichiarano contrari a questa forma di pellegrinaggio. primavera Muore di parto a Costantinopoli l'imperatrice Galla non ancora ventenne. Onorio e la piccola Galla Placidia vengono affidati a Serena. 2 aprile Il vescovo Ambrogio rinviene in un cimitero ebraico a Bologna le spoglie del martire Agricola e del suo servitore Vitale. Va a Faenza e quindi a Firenze, dove tiene un sermone per la dedicazione della basilica di S. Agricola (ora S. Lorenzo). Il sermone è l' Exhortatio Virginitatis . estate Nell'Epistola 8 del vescovo Ambrogio a Faustino si elencano le distruzioni subite dalle città dell'Emilia, non si sa se a causa della guerra o di un terremoto: "Eri preso da compassione osservando le zone incolte dell'Appennino e i villaggi abitati un tempo da popolazioni prosperose e ricche. Tanti cadaveri di città semidistrutte e le rovine di territori, che si offrono alla tua vista nello stesso tempo, abbattuti e diroccati per sempre". agosto Partendo per la guerra contro Teodosio, Flaviano si vanta che al ritorno da quella spedizione avrebbe costretto i monaci di Milano ad arruolarsi e trasformato in scuderie le basiliche di Ambrogio. Ambrogio fa ritorno a Milano, ormai libera dai suoi nemici. autunno Teodosio è a Milano con tutta la sua corte. Amnistia per i seguaci di Eugenio (Cod. Theod., XV, 14, 11-12). Paolino da Milano attesta la presenza di Giovanni come tribunus et notarius , cioè secondo segretario della schola notariorum , un legato imperiale per missioni diplomatiche speciali ( Vita Ambrosii , 31,5). settembre Uno sciame di scosse telluriche sconvolge diverse regioni d'Europa da settembre a novembre. 5 settembre Teodosio attacca frontalmente Flavio Eugenio, utilizzando come truppe di assalto i Visigoti, che vengono fatti a pezzi. La carneficina suscita un diffuso rancore nella confederazione di alleati, che si sentono mandati allo sbaraglio. Una parte delle truppe di Eugenio diserta. 6 settembre Battaglia del Frigido. La bora fa la sua comparsa sul campo di battaglia contro le linee di Arbogaste ed Eugenio, spezzandone lo schieramento. Arbogaste cerca rifugio sui monti. Eugenio viene catturato, giustiziato e la sua testa infilzata sulla cima di una lancia. Dopo aver vagato qualche giorno sulle montagne, Arbogaste si uccide e, poco dopo, lo imita Nicomaco Flaviano. La battaglia vinta da Teodosio grazie a un intervento che viene considerato divino ha un effetto devastante sul morale dei pagani ed esaltante per i cristiani. 8 settembre Lettera 61 del vescovo Ambrogio a Teodosio, che lo ringrazia per aver liberato l'impero romano dalla ferocia di un brigante barbaro e il trono da un indegno usurpatore. Si giustifica dicendo che non aveva abbandonato la chiesa milanese, ma voleva evitare di trovarsi di fronte al sacrilego che aveva autorizzato il ripristino dell'altare della Vittoria. Teodosio ordina al clero di celebrare una solenne messa di ringraziamento. inverno Teodosio è malato di idropisia e vuole che Serena gli conduca Onorio da Costantinopoli. Disastrosi terremoti e piogge continue, con nebbia più fitta del solito caratterizzano l'inverno: "Il cielo avvolto in una cappa tenebrosa, l'aria mossa dal brivido di una perenne caligine, la terra sommersa dalle alluvioni" (Ambrogio, De obitu Theodosii ). Un editto imperiale abolisce i giochi di Olimpia. Alcuni studiosi proporranno di fare iniziare in questo anno il Medioevo. 395 E’ ribadita l’illegalità del paganesimo, i templi sono chiusi e privati delle loro fonti finanziarie. Agostino è vescovo di Ippona. Data approssimativa di quello che viene ritenuto il Dittico di Stilicone, conservato nel Tesoro del Duomo di Monza. 17 gennaio Muore a Milano Teodosio per idropisia. Sul letto di morte ha insignito il generale suo genero Stilicone della tutela dei figli Onorio e Arcadio. Il diritto familiare romano contemplava la figura del tutore, ma nella costituzione romana non esisteva la carica di "reggente". Mentre Onorio accetta la guida spirituale di Ambrogio e la tutela di Stilicone, Arcadio elegge a proprio tutore il ministro Rufino. Stilicone assegna i principali incarichi nel governo dell'Occidente ai suoi sostenitori e rinvia Timasio in Oriente. Marcellina raggiunge il fratello Ambrogio a Milano. Lo scrittore Claudiano arriva alla corte di Milano e vi resterà fino al 400. E' tribuno e notaio alla corte imperiale. Entra subito nelle grazie di Serena, che lo fa sposare con una ricchissima ereditiera dell'Africa proconsolare. E' pagano e ostile al partito cattolico di corte. 30 gennaio Alarico, divenuto capo dei Visigoti che avevano subito la carneficina combattendo per Teodosio, viene congedato per prudenza da Stilicone alla fine di gennaio. 27 febbraio Solenni funerali di Teodosio celebrati a Milano dal vescovo Ambrogio, che pronuncia il De Obitu Theodosii . Le esequie si svolgono seguendo per la prima volta il rito cristiano e avendo come fulcro una basilica cristiana, forse quella dedicata agli Apostoli sulla via trionfale romana. marzo Alarico, re dei Goti ed esponente della famiglia reale dei Balti, vuole essere riconosciuto come magister militum per l'Illirico, dove è stato stanziato dal 381. Stilicone affronta Alarico in Tessaglia al comando dell'armata occidentale ed orientale congiunte, poi decide di ritirarsi, probabilmente perché l'armata orientale agli ordini di Gainas era composta da Goti che avrebbero potuto disertare e l'armata occidentale era poco preparata. primavera Complotto ordito da Eutropio contro Rufino. Mentre Arcadio e Rufino presenziano a una cerimonia nel campo di Marte a Costantinopoli, Gainas assale Rufino e gli taglia la testa, sotto gli occhi di Arcadio. Il cadavere è mutilato dalla folla. Il posto di Rufino in qualità di tutore di Arcadio viene assunto dall'eunuco Eutropio, ministro degli interni. Dietro suggerimento di Eutropio, Arcadio sposa Elia Eudossia, figlia del defunto generale franco Bautone. Le nozze vengono celebrate in aprile. In breve Eudossia costituisce un gruppo di potere a palazzo con l'appoggio di un altro eunuco, Amanzio e di moglie di personaggi influenti: Massa, vedova di Promoto, Castricia, moglie di Saturnino e una certa Eugraphia. 9 maggio A Milano solenne cerimonia di traslazione delle reliquie di S. Nazaro nella basilica Apostolorum , la cui abside viene ampliata per l’occasione. La chiesa viene ridedicata con le reliquie degli apostoli Giovanni, Andrea e Tommaso, importate dall’Oriente. La cronaca ci viene da Paolino da Milano, segretario di Ambrogio dal 394: viene esumato il corpo di Nazaro, "in horto positum extra civitatem" , e trasferito nella basilica Apostolorum, "quae est in Romana" . Dice di non sapere quando Nazaro fu martirizzato, ma il suo sangue era fresco e il capo - staccato - era integro e dotato ancora di capelli e barba ( Vita Ambrosii , 32, 2-4). "Esumato il corpo del martire e compostolo in una lettiga, subito ci dirigemmo col santo vescovo al luogo di sepoltura del santo martire Celso, nel medesimo cimitero". Risulta che Ambrogio non aveva mai pregato su quella tomba, quindi il fatto che ora trovasse un martire significava che aveva avuto una rivelazione. Paolino dà la conferma della duplice consacrazione della basilica con le reliquie degli apostoli e con quelle di san Nazaro. 8 novembre La salma di Teodosio viene tumulata nella basilica degli Apostoli di Costantinopoli, usata come mausoleo imperiale. Vi rimarrà fino al saccheggio della città del 1204. 396 1 gennaio In occasione del suo terzo consolato Onorio indice le venationes nell'anfiteatro (Paolino, Vita Ambrosii ), che verrà successivamente smantellato e il materiale usato per le sostruzioni della basilica di S. Lorenzo, che si collegherà alla già esistente "cappella della Regina", poi nota come cappella di S. Aquilino. Stilicone suggerisce lo spostamento della capitale da Treviri a Arelate (Arles), più affidabile di Vienne. Il generale stringe un foedus coi Franchi, alleati dei Romani da tempi anteriori. Come Vandalo, Stilicone è ostile ai Goti. primavera Alarico con i suoi Goti si stanzia in Epiro col permesso di Arcadio. Da qui partono le loro scorribande verso il Peloponneso. 397 Nasce Flaccilla, figlia di Arcadio e Eudossia. Dietro suggerimento di Eutropio, Alarico è nominato da Arcadio magister militum dell'Illirico. I Goti ottengono di potersi stabilire in Macedonia. La popolazione dell'Illirico cova una grande ribellione contro Eutropio. Stilicone non può più combattere contro Alarico perché Arcadio lo denuncia come hostis publicus . In Africa il principe mauro Gildone pretende di passare sotto l'impero d' Oriente per avere più autonomia e interrompe le spedizioni navali di grano per l'Italia. gennaio Manlio Teodoro è prefetto al pretorio d'Italia fino alla fine del 398. E' uno dei capi del partito cristiano avverso a Stilicone. 4 aprile Muore il vescovo di Milano Ambrogio. Gli succede, fino al 401, Simpliciano. Simpliciano ebbe una parte importante nella preparazione di Ambrogio al battesimo e all'episcopato e anche in seguito lo assistette nella sua formazione culturale. Agostino lo ricorda con gratitudine nelle Confessioni (VIII, 1 ss). La sua origine è incerta - chi lo dice romano e chi milanese - e la sua data di nascita viene fissata poco dopo il 320. Soggiornò comunque per qualche tempo a Roma, dove strinse rapporti d'amicizia con il celebre retore Caio Mario Vittorino, senz'altro all'epoca del governo di Giuliano e poi nel 364-5 con Simmaco padre prefetto di Roma. Si consacrò alla vita celibataria, si dedicò agli studi di filosofia e compì lunghi viaggi. Ritornò a Milano - forse inviato da papa Damaso per istruire Ambrogio -, dove fece il presbitero. Il neo-vescovo fa traslare in città, nella basilica delle Vergini, le reliquie di tre sacerdoti, Sisinio (diacono), Martirio (lettore) e Alessandro (ostiario), da Milano recatisi in Val di Non (Anaunia) e uccisi il 29 maggio 397 dalla popolazione pagana locale, affezionata al culto di Saturno, ai riti tradizionali e alle processioni lustrali. I tre erano cappadoci, ma formatisi ecclesiasticamente a Milano. Il trasferimento a Milano delle reliquie dei martiri detti anauniensi viene curato da Vigilio di Trento (altro vescovo fedele ad Ambrogio). 398 Data presunta della morte di Marcellina, sorella di Ambrogio. inizio Per prevenire la temuta carestia dovuta alla secessione africana di Gildone, Stilicone fa venire il grano dalla Gallia e dalla Spagna e invia in Africa un esercito al cui comando mette Mascizel, fratello di Gildone e suo nemico. A Milano il partito cristiano, rappresentato da Lampadio, fratello di Teodoro e di Manlia Teodora, continua l’opposizione a Stilicone. Lampadio è prefetto urbano a Roma. 22 settembre Concilio di Torino, presieduto da Simpliciano, dove si solleva il problema della preminenza di Arelate su Vienne, problema connesso col cambiamento della capitale nell'amministrazione prefettizia. L'autorità di metropolita spettava a colui che risiedeva in una metropoli. inverno La guerra contro Gildone è vinta rapidamente ma Mascizel, ritornato in Italia, muore in un incidente. 399 Matrimonio del quindicenne Onorio con la quattordicenne Maria, figlia di Stilicone e Serena. Claudiano legge il De quartu consulatu Honorii , i fescennini, il carme per le nozze di Onorio e Maria, infine il De bello Gildonico. Chiusura in tutto l’impero delle scuole gladiatorie. gennaio Consolato di Flavio Manlio Teodoro e dell'eunuco Eutropio, tutore di Arcadio, vittorioso l'anno precedente sugli Unni. Per la mentalità romana era inconcepibile che un eunuco ottenesse la dignità consolare. Il potere a Costantinopoli è conteso fra il goto Gainas, capo dell'esercito imperiale, e l'eunuco Eutropio, che in quest'anno cumula anche le cariche di preposito alla camera imperiale e di patricius . Stilicone orchestra una campagna propagandistica per screditare Eutropio, con l'intento di recuperare il suo ruolo di patricius verso Arcadio. primavera Scoppia una sollevazione degli Ostrogoti insediati in Frigia. Capo della rivolta è Tribigildo. Causa: i dona subtracta . Tribigildo aveva combattuto per Eutropio contro gli Unni e aveva chiesto un compenso che a Eutropio sembrava troppo alto. Gli andò incontro un esercito composto di truppe germaniche, purtroppo comandato da un romano. I germani passarono allora ad aiutare Tribigildo. Una soluzione di compromesso fra politica filo e antibarbarica non era più possibile. I barbari, dal canto loro, non volevano distruggere l'organizzazione romana, ma volevano realizzare una fusione senza crisi o soluzione di continuità. 26 novembre Muore papa Siricio e gli succede papa Anastasio I. 400 Per un anno i territori dell'impero d'Oriente attraversano una complessa crisi politica, acuita dallo scoppio della rivolta di Tribigildo e dei suoi federati greutungi. Inviato a sedare la rivolta, Gainas rifiuta l'incarico, perché Tribigildo è suo parente e chiede invece la rimozione di Eutropio. Eutropio si rifugia in S. Sofia, da dove esce per andare a Cipro in esilio; i suoi oppositori a corte sono guidati da Aureliano, il quale a sua volta è costretto a rinunciare a tutte le cariche dall'intervento delle forze congiunte di Gainas e Tribigildo. Gainas riceve il comando assoluto di tutte le armate orientali, ma non riesce a padroneggiare la situazione politica; perso il sostegno dell'esercito, è dichiarato nemico da Arcadio e scacciato da Costantinopoli, che viene espugnata e i Goti massacrati. Tenta di porsi alla testa dei Goti che vivono oltre il Danubio, ma il re unno Uldino lo fa uccidere e ne invia la testa a Costantinopoli. Consolato di Stilicone. Claudiano legge il De consulatu Stilichonis . Il senato accorda a Claudiano l'onore di una statua nel foro. Stilicone fidanza ufficialmente Galla Placidia, figlia di Teodosio, con suo figlio Eucherio. inizio Elia Eudossia è insignita del titolo di augusta, con la disapprovazione dell'opinione pubblica occidentale, contraria ad assegnare simili onori a una donna. 7 settembre Concilio di Toledo. Il vescovo Simpliciano è citato tra i presenti, ma muore poco dopo. 401 A Brescia viene inaugurata dal vescovo Gaudenzio una basilica dedicata al Consesso dei Santi ( Concilia Sanctorum come S. Babila a Milano). Molte fra le reliquie che il vescovo enumera nel Sermone tenuto il giorno dell'inaugurazione appaiono di provenienza milanese (Giovanni Ev., Andrea, Luca, Tomaso, Gervasio, Protasio, Nazario, i tre martiri anauniensi, le ceneri dei 40 martiri di Sebaste, che Gaudenzio avrebbe recato con sé dall'Oriente). La basilica Concilium Sanctorum sarebbe il più antico edificio cristiano di Brescia. Le fonti non indicano l'ubicazione della chiesa, che dalla tradizione viene localizzata nell'area di S. Giovanni Ev., poco fuori l'antica porta Mediolanensis . Venerio è vescovo di Milano. E' in contatto con Giovanni Crisostomo, in favore del quale interverrà presso la corte di Costantinopoli dopo la sua deposizione nel Sinodo della Quercia (403). Di Venerio si hanno notizie certe fino al 405. giugno Concilio di Cartagine, durante il quale i vescovi si rivolgono al papa e a Venerio, vescovo di Milano, per avere in prestito preti, il che lascia intendere che a Milano ci fosse abbondanza di clero. Venerio invia il diacono Paolino, il futuro biografo di Ambrogio, per curare l'amministrazione dei beni della chiesa milanese, ereditati dal vescovo Ambrogio e dai fratelli. 12 luglio Alcuni soldati goti che uscivano da Costantinopoli vengono attaccati e uccisi dalla popolazione. E' il segnale del grande massacro dei Goti nella capitale d'Oriente. I cittadini ne uccidono ca. 6.000. 19 novembre Alarico entra in Italia attraverso la via Postumia e non incontra resistenza perché i castra delle Alpi Giulie sono sguarniti. L'esercito romano è infatti impegnato al nord contro Vandali e Alani. 22 dicembre Innocenzo I, di Albano, è papa. E' un convinto assertore del primato pietrino e si ritiene quindi legittimato nell'intervento in Illiria, regione da sempre gravitante su Roma. Con una decisione amministrativa Graziano aveva attribuito all'imperatore d'Oriente la Macedonia e la Dacia, conseguentemente anche l'amministrazione ecclesiastica doveva cambiare. Innocenzo si oppose a questa prassi e affidò al vescovo di Salonicco la vigilanza, come suo vicario, sulla disciplina ecclesiastica dell'Illiria. Si schiera anch'egli a fianco di Giovanni Crisostomo, al quale fa pervenire lettere di conforto, mentre biasima apertamente Teofilo di Alessandria, il principale oppositore del vescovo di Costantinopoli. Negli ultimi anni del suo pontificato si occuperà del pelagianesimo, appoggiando le tesi di Agostino. 402 Nasce Teodosio II, figlio di Arcadio. febbraio I Visigoti giungono a Milano. Claudiano, fonte principale degli avvenimenti, descrive come dall'alto delle mura di Milano si vedessero da lontano ardere i fuochi visigoti. La corte vuole fuggire in Gallia, ma Stilicone convince Onorio a restare in città, mentre lui corre via lago di Como nelle Rezie per chiedere soccorsi. "Per tali regioni Stilicone si affretta al colmo del freddo. Non un bicchiere di vino; scarso pane; egli, pago di assaggiare in armi un cibo affrettato, gravato da un intriso mantello, incita il cavallo intirizzito. Mai un morbido giaciglio lo accoglie stanco, e se le tenebre della cieca notte arrestano il cammino, si ripara in tane di belve o si stende sotto un tetto di pastori, ponendo il capo sullo scudo" (De bello gothico, 348-356). La situazione è imbarazzante, perché i soldati della corte milanese sono per lo più goti. A Pavia, dove sono stanziate le truppe romane non barbariche, Olimpio, il magister scriniorum di origine orientale legato ai cristiani milanesi, incita alla ribellione. marzo La capitale viene spostata provvisoriamente da Milano nella più difendibile Ravenna. aprile Stilicone, ritornato coi rinforzi, allontana da Milano il pericolo di Alarico, che si dirige su Asti. I Visigoti sono raggiunti dall'esercito romano a Pollenzo e vengono attaccati il giorno di Pasqua ( 6 aprile 402), contando sul fatto che i Visigoti, cristiani ariani, la festeggiavano. Alarico si vede sottrarre l'accampamento e le salmerie per mano dell'esercito romano guidato dal generale alano Saulo. Stilicone, nonostante abbia catturato i familiari di Alarico, si accorda affinché tornino nell'Illirico. Alarico interrompe però la sua ritirata all'altezza di Verona, dove si va ad una battaglia che segna una grave disfatta per il re visigoto. Molti dei suoi generali disertano e passano a Stilicone. Alarico lascia l'Italia. Serena, moglie di Stilicone, dota la basilica Apostolorum di un pavimento di marmi libici, come ex-voto per la vittoria del marito. 403 fine Milano insiste per riavere la corte, ma vince il partito di chi vuole trasferirla da Ravenna a Roma. 404 Sinodo della Quercia contro Giovanni Crisostomo. Papa Innocenzo, Venerio di Milano e Cromazio di Aquileia prendono le sue difese. Il capo della missione dei vescovi italiani, Emilio, era vescovo di Benevento; Emilio era amico di Paolino di Nola e divenne suocero di Giuliano di Eclano, pelagiano. Temporaneo esilio del Crisostomo. Stilicone e Alarico stipulano un foedus che non potrà essere applicato per via dell’invasione di Radagaiso, un condottiero che si era procurato un seguito enorme fra i Goti di fede pagana residenti fuori dai confini imperiali. 1 gennaio Sesto consolato di Onorio, celebrato a Roma. Onorio rifiuta di essere preceduto dai senatori, che vuole al suo stesso livello. Affiancato da Stilicone, Onorio indossa una trabea consolare adorna di smeraldi e porta un diadema in testa. Onorio è a Roma per il suo sesto consolato. Claudiano, che compone per l'occasione il De sexto consulatu Honorii , muore probabilmente in questo anno. La corte resta a Roma. Onorio decreta la soppressione definitiva dei giochi gladiatori. Il divieto non si estende anche alle venationes . Muore sua moglie Maria, figlia di Stilicone, e viene sepolta in un mausoleo presso S. Pietro. 405 fine Invasione di Radagaiso con un esercito composto da ben 400.000 uomini che devastano l'Emilia e la Toscana. 406 1 gennaio Anicio Petronio Probo è console per la parte occidentale. Il suo dittico consolare è conservato ad Aosta. estate Stilicone, dopo aver vinto a Fiesole Radagaiso, lo fa giustiziare; 12.000 ostrogoti di rango superiore passano nell’esercito romano. Schiere di profughi si rifugiano nella pianura del Po e a Milano, portando la testimonianza del loro terrore. Una parte dell’impero comincia a sbriciolarsi. Il bisogno di soldati è evidente in tutta la legislazione di Stilicone, ma eccezionalmente quest’anno sono chiamati alla leva gli schiavi. 31 dicembre Eccezionale gelata del Reno. Svevi, Vandali, Alani e Burgundi lo attraversano nei pressi di Strasburgo e invadono la Gallia. Onorio, temendo forse un accerchiamento dei barbari, invia una lettera di "licenziamento" ad Alarico. 407 Onorio si risposa con la seconda figlia di Stilicone, Termanzia. inizio L'improvvisa invasione di popoli germanici provoca la scissione di Britannia e Gallia che, disperando di ricevere aiuti da Onorio, eleggono come proprio imperatore un abile generale, che prende il nome ben augurale di Costantino III. Stilicone viene accusato di volersi costituire un regno in Gallia con a capo suo figlio Eucherio. Contro Stilicone si schierano tutti i cristiani milanesi, gli amici dell’oriente, i pagani. Il partito dei cristiani milanesi esprime la corrente più decisa e più aspra dell’opposizione, rappresentata da Lampadio, fratello dell’ex prefetto Teodoro, a causa della politica religiosa tollerante di Stilicone. 408 Marolo è vescovo di Milano fino al 423. Proviene da Antiochia, da dove importa il culto dei martiri Babila e Romano. Editto di Onorio ( Cod.Theod. XVI, 10.19) che ordina la soppressione di are e statue e la confisca degli edifici sacri; si esonerano dal servizio di corte gli ariani, per cui il nuovo capo di stato maggiore, Generido, si dimette. Viene definitivamente rimossa la statua della Vittoria nella curia romana. primavera Stilicone vuole mandare Alarico a combattere in Gallia contro Costantino III insieme all’esercito romano, non considerando seriamente l’ostilità delle truppe pavesi contro i Goti. Stilicone compie un gesto di grande rottura con mondo romano: brucia i Libri Sibillini . Dagli storici romani l'episodio verrà interpretato come l'avverarsi della profezia sulla fine di Roma dodici secoli dalla sua fondazione. 1 maggio Muore Arcadio e gli succede il piccolo Teodosio II, di soli sei anni, sotto la tutela di Antemio, che reggerà la carica di praefectus praetorii fino al 415. Secondo le leggi di successione, l'impero sarebbe dovuto tornare nelle mani di Onorio, il quale pensa di inviare Stilicone come tutore di Teodosio II. La corte orientale accusa invece Stilicone di voler porre sul trono d'Oriente suo figlio Eucherio. Onorio casca nella trappola e ordina che i sostenitori di Stilicone siano arrestati e uccisi. 13 agosto Scoppia la rivolta a Pavia e non uno dei funzionari stiliconiani è risparmiato e parte del seguito dello stesso Onorio è massacrato. L'imperatore è rispettato ma atterrito. Il colpo di mano è stato preparato da Olimpio, un orientale rappresentante della fazione cattolica intransigente, che ottiene da Onorio la nomina a magister officiorum. Manlio Teodoro è prefetto al pretorio. Stilicone si trovava a Bologna e, saputo dell'eccidio, si rifugia a Ravenna. Il suo stesso luogotenente Saro, dopo gli ordini impartiti di non combattere, annienta la guardia di Stilicone e si mette in proprio. 22 agosto Stilicone è decapitato per ordine di Onorio. 15 settembre Un editto imperiale sospende l'amministrazione dei beni della famiglia di Stilicone. Si abrogano le leggi da lui emanate, confiscati i donativi da lui fatti, abraso il nome dalle iscrizioni, abbattute le statue. Si istituiscono processi; chi aveva occupato cariche, deve rendere all’erario gli emolumenti percepiti. Le legioni fedeli a Onorio massacrano le famiglie dei militari goti, che disertano in massa, confluendo nell'esercito di Alarico. Si calcola che il re visigoto abbia reclutato 30.000 uomini. Il 24 settembre a Milano viene confiscato il palazzo di Stilicone, forse situato nel Brolo presso la basilica Apostolorum . La vasta proprietà di Stilicone nella zona di Lambrate viene incamerata da Onorio e diventa proprietà demaniale. ottobre I Visigoti entrano in Italia e invadono il Veneto. Il vescovo di Aquileia, Cromazio, profugo a Grado, fonda forse la piccola basilica di S. Maria delle Grazie. Si pone invano l'assedio a Ravenna, dove si trova rinserrato e ben protetto Onorio; Alarico decide quindi di volgersi a Roma. Qui due eunuchi emissari di Ravenna, Arsacio e Terenzio, uccidono Eucherio, figlio di Stilicone. novembre Alarico s'impadronisce di Porto, sequestrando il grano africano. Si riunisce il senato romano e accusa Serena di aver chiamato Alarico in suo aiuto. Si decreta allora che Serena venga eliminata, con l'approvazione di Galla Placidia (Zosimo, V, 38). Della famiglia di Stilicone si salva solo Termanzia, rinchiusa in monastero. 14 novembre Legge che vieta ai non cristiani l'accesso alle cariche superiori del Palazzo imperiale ( Cod. Theod . XVI, 5,42). dicembre Assedio di Roma. Alarico si accorda col senato romano a queste condizioni: 5.000 libbre d'oro, 3.000 d'argento, 4.000 vestiti di seta, 3.000 vestiti di porpora e 3.000 libbre di pepe, forniti dai senatori. A trattare gli accordi il senato invia il primicerius notariorum Giovanni. La vedova dell'imperatore Graziano, Leta, offre il suo patrimonio. Leta abitava a Roma, con la madre Tisamene, a spese dello stato. 409 Onorio, dopo aver tentato invano di opporsi all'usurpatore, riconosce come legittimo Costantino III, che assume il controllo della Spagna tramite il figlio Costante e il suo generale Geronzio. Non è però in grado di impedire che gruppi di Vandali, Svevi e Alani valichino i Pirenei e si stabiliscano in questa provincia in questo stesso anno, i Vandali in Betica (Andalusia), gli Alani in Lusitania (Portogallo) e gli Svevi in Galizia. 17 gennaio Giunge a Ravenna l'ambasceria del senato romano guidata da Attalo per caldeggiare le richieste di Alarico. Onorio le rifiuta dietro suggerimento di Olimpio. Contro Olimpio si monta una congiura di palazzo, in cui è determinante l'azione degli eunuchi. Olimpio si allontana da Ravenna, rifugiandosi in Dalmazia (Zosimo, V, 46, 1), ma viene ucciso, forse per ordine di Onorio. febbraio Onorio emana da Ravenna una serie di decreti contro magi e astrologi; ne ordina l'espulsione dalla città, il rogo dei libri e, in caso di renitenza, la morte. I Romani, per sciogliersi dall'assedio di Alarico, offrono gli ex-voto dei santuari e le statue d'oro degli dèi, incluse quella della Virtus romana , il nume tutelare di Roma (Orosio, VII, 42). primavera Il senato romano invia una seconda ambasceria a Ravenna, capeggiata da papa Innocenzo I. Onorio permette un incontro tra il suo prefetto del pretorio Giovio e Alarico presso Rimini. Alarico chiede viveri e la sistemazione dei suoi nell'attuale Austria. Onorio è disposto a dare i viveri ma nessuna carica ad Alarico e quindi è rottura. Una nuova ambasceria guidata da Attalo e papa Innocenzo I ritorna a Ravenna per richiedere viveri e terre nel Norico per i Goti. Al nuovo rifiuto di Onorio, riprende l'assedio di Roma. ottobre Roma è ormai schierata contro Onorio e pronta a trattare con Alarico. dicembre Tra il senato romano e Alarico si giunge all'accordo di creare un anti-imperatore. La scelta cade sul senatore Attalo, pagano ma amico dei cristiani. Viene battezzato dal vescovo ariano Sigesaro prima di ricevere la porpora da Alarico. In definitiva si tratta di una farsa, che non ha conseguenze sul piano politico. 410 gennaio Alarico si muove contro Ravenna con l'imperatore-fantoccio Attalo, provocando la defezione degli alti burocrati. Onorio riesce a farsi mandare da Costantinopoli una flotta con 4.000 uomini per rinforzare il porto di Ravenna. agosto Alarico, per dimostrare la sua buona volontà a Onorio, detronizza Attalo, che rimane però nel campo visigoto. Saro, il traditore di Stilicone, attacca però improvvisamente Alarico, compiendo una strage. Alarico rompe ogni trattativa e si dirige verso Roma e dal 24 al 27 agosto la saccheggia. La popolazione fugge, i negozi restano vuoti, i palazzi deserti... Agostino, nel suo De civitate Dei , narra di episodi di stupro e di torture inflitte a ricchi per carpire i soldi nascosti. Dopo tre giorni, Alarico ordina l'evacuazione e conduce i suoi verso sud alla ricerca di cibo, tenendo in ostaggio Galla Placidia, la sorellastra di Onorio, e Attalo. Alarico, appena quarantenne, si ammala gravemente presso Cosenza e muore. Verrà sepolto nel letto del Busento. Prende il comando suo cognato Ataulfo. I Visigoti risalgono l’Italia e raggiungono la Gallia nel 412. 411 Costantino III si arrende al generale Costanzo col patto di entrare in un monastero. Il generale lo invia insieme al figlio Giuliano incatenati a Ravenna, ma Onorio, prima che entrino in città, li fa decapitare. I Burgundi sostengono insieme agli Alani un nuovo usurpatore, Giovino. Giovanni è attestato come prefetto pretorio Italiae Illyrici et Africae a Milano. 412 I Goti entrano nelle Gallie. Ataulfo, il nuovo re dei Goti, si dispone ad attaccare Giovio e lo fa prigioniero. Lo consegna a Dardano, prefetto legittimista, che provvede ad ammazzarlo con le sue stesse mani. In questo modo Ataulfo crede di rientrare tra le forze legali e si aspetta un'investitura regolare da parte di Onorio. Da Ravenna arriva la richiesta di rilascio di Galla Placidia. Condanna di Pelagio in un sinodo africano influenzato da Agostino. Pelagio sostiene che il peccato originale non esiste e che l'uomo è dotato di libero arbitrio. 413 Il comes Africae Eracliano si ribella e tenta una marcia su Roma; viene represso dal generale Costanzo. 414 gennaio Galla Placidia sposa Ataulfo a Narbona senza il consenso di Onorio, diventando regina dei Visigoti. La cerimonia ha luogo nel palazzo di Ingenio, uno dei personaggi più illustri di Narbona. Attalo, Rustico e Febadio recitano epitalamii. Ravenna non accetta lo stato di fatto. Ataulfo allora eleva per la seconda volta alla porpora Attalo come usurpatore della Gallia. Il generale Costanzo, divenuto console, si insedia ad Arles. Invia una flotta sotto Narbona, costringendo i Visigoti ad abbandonare la città e a rifugiarsi a Barcellona. Attalo cade nelle mani di Costanzo, che lo invia a Ravenna. Rutilio Namaziano, poeta di origine gallica, è prefetto dell'Urbe. Al termine del mandato, tornando in patria, scrive il celebre De redito suo . luglio Pulcheria, figlia di Arcadio, riceve stranamente il titolo di augusta pur essendo solo la sorella dell'imperatore Teodosio II. Antemio è morto in aprile e l'ascesa di Pulcheria può significare il consolidamento del regime mentre la carica di prefetto del pretorio era vacante. 415 Viene ritrovato a Gerusalemme il corpo di S. Stefano. Un certo Luciano, sacerdote di Caphar Gamala in Palestina, ha una rivelazione in cui Gamaiel, il fariseo illuminato degli Atti, lo informa di aver trasportato il corpo del protomartire a Caphar Gamala. Le reliquie sono immediatamente individuate e una parte viene divisa fra le chiese del Nordafrica e del Mediterraneo orientale; un'altra parte rimane a Caphar Gamala, mentre il grosso è trasportato a Gerusalemme. Sant'Agostino ne ottiene dei frammenti per la sua chiesa di Ippona, che diventerà meta di pellegrinaggi del Nordafrica. A Roma si costruirà S. Stefano rotondo. A Milano secondo la tradizione il vescovo Matroniano fonda la basilica dedicata al profeta Zaccaria e a S. Stefano, ma in realtà si tratterebbe della ridedicazione della cappella dei SS. Innocenti, esistente dall'epoca di Valentiniano I nel cimitero del Brolo. Ataulfo è assassinato in Spagna da Dubio, capostalliere del defunto Saro. Gli succede Sigerico, fratello dell'assassino. Il nuovo re fa prelevare i figli di Ataulfo avuti dal primo matrimonio e affidati al vescovo Sigesaro e li fa uccidere. Dichiara inoltre Galla prigioniera di guerra, privandola degli onori regali. Dopo solo una settimana, Sigerico viene ucciso da Vallia, che tratta con Costanzo il riscatto di Galla. estate Conferenza di Gerusalemme presieduta dal vescovo Giovanni che scagiona Pelagio. Giovanni Cassiano (360 ca.-435 ca.) sostiene nelle Collationes Patrum le tesi di Pelagio. I pagani vengono interdetti da tutte le pubbliche funzioni. 416 inizio Il messaggero di Costanzo, di nome Eupluzio, consegna a Vallia 600.000 moggi (circa 5.000 tonnellate) di frumento e riceve in cambio Galla Placidia, che viene condotta alla residenza di Costanzo ad Arles. 12 dicembre Legge di Onorio e Teodosio II che proibisce, anche agli schiavi, di portare i capelli lunghi e le vesti di pelli in città. Tale legge mira ad arginare l'imbarbarimento dei costumi cittadini, particolarmente evidente data la preponderanza di germanici nelle città. 417 Pelagio e i suoi discepoli, tra i quali primeggia Celestio, hanno trovato rifugio in Africa. L'episcopato africano si schiera contro l'eresia, ma Zosimo concede ai pelagiani la revisione delle condanne. I vescovi africani riaffermano la loro condanna in un concilio plenario della Chiesa africana tenuto a Cartagine nel 418. Zosimo invia allora una lunga lettera, detta Tractoria, ai vescovi, nella quale ritratta il suo appoggio agli eretici. Tra la fine del 417 e l'inizio dell'anno successivo scoppiano sommosse fra i sostenitori e gli antagonisti di Pelagio. 1 gennaio Roma si è ripresa dallo shock: la città è stata restaurata, i servizi pubblici tornati alla normalità. Onorio sfila in trionfo a Roma, trascinando come prigioniero Attalo, al quale ha tagliato la mano destra. Attalo viene relegato a Lipari. 18 marzo E' eletto papa Zosimo. Dopo appena una settimana dall'elezione scontenta i vescovi della Gallia, imponendo loro di sottostare al metropolita di Arles. metà anno A Ravenna Galla Placidia viene data in moglie al generale Costanzo. Costanzo non era nobile; era nato a Naissus nell'Illirico (odierna Nis in Serbia) da coloni romani. Non era bello: brachicefalo, portamento tozzo e rozzo. Galla aveva mantenuto il suo picchetto d'onore visigoto, in ricordo del suo ruolo di ex-regina. Le nozze sono sfarzose. 418 Onorio emana un editto che eleva ufficialmente Arles a capitale amministrativa al posto di Treviri. L'economia di Treviri collassa rapidamente. Con un altro editto vengono espulsi gli ebrei dal servizio imperiale sia civile che militare. I Visigoti ottengono il permesso di stabilirsi in modo permanente in Aquitania. E' presente anche Ezio, un romano tenuto in ostaggio da Alarico e poi dagli Unni, che sposa una nobile visigota, da cui ha un figlio, Carpilione. Orosio, presbitero spagnolo, ammiratore di S. Agostino, termina la sua Storia contro i pagani, in cui l'idea di decadenza, sostanziata da un profondo senso di colpa, si trasforma nell'idea dei giudizi di Dio. Ha una grande comprensione per i barbari: "Ci sono romani che preferiscono vivere in libertà povera tra i barbari anziché sopportare il peso dei tributi fra i Romani." Egli crede di ravvisare qualcosa di grandioso, di unico in tutta la storia, nella pace che il re goto Vallia ha voluto stipulare con l'imperatore Onorio. Secondo Orosio, Ataulfo avrebbe riconosciuto l'assoluta superiorità dello stato di diritto romano e avrebbe cercato di esserne un degno erede. Spogliato dalle sue formulazioni occasionali, il pensiero di Orosio conduce alla conclusione che la storia è tutta divina.". aprile Condanna di Pelagio al concilio di Cartagine. Coincide con la cristianizzazione ufficiale del Senato romano. Pelagio e Celestio vengono espulsi da Roma. 26 dicembre Muore papa Zosimo. Il 28 dicembre si hanno due elezioni: quella dell'arcidiacono Eulalio, sostenuto dai pelagiani, e quella del presbitero Bonifacio. 419 6 gennaio Onorio da Ravenna riconosce come papa il pelagiano Eulalio e ordina l'esilio da Roma di Bonifacio. 8 febbraio I sostenitori di Bonifacio riescono ad ottenere da Onorio la sospensione della sua disposizione. 18 marzo Scoppiano tumulti a Roma fra la fazione di Eulalio e le truppe di Simmaco. Costanzo si schiera contro Eulalio e gli intima di lasciare Roma, ma Eulalio raccoglie i suoi seguaci intorno al Laterano alla vigilia di Pasqua, il 29 marzo. In seguito a questi eventi, l'imperatore opterà per Bonifacio. 2 luglio Nasce Valentiniano, figlio di Galla Placidia e Costanzo. fine I Vandali di Gunderico scendono nella Baetica e l'occupano. Si pensa di organizzare una campagna punitiva con l'aiuto dei Visigoti. Al comandante delle forze galliche, Castino, Costanzo aggiunge il governatore africano Bonifacio. 421 Teodosio II sposa Athenais, la bella figlia del professore ateniese Leonzio. Poiché è pagana, deve battezzarsi e prende il nome di Eudocia. Suo fratello Gessio è stato nominato prefetto dell'Illirico l'anno precedente. 18 febbraio Costanzo è insignito del titolo di augusto insieme a Onorio. L'imperatore Teodosio II sottrae l'Illirico alla giurisdizione di Ravenna e lo trasferisce a Costantinopoli. 2 settembre Costanzo muore improvvisamente per malattia. I rapporti fra Onorio e Galla Placidia sono molto tesi, perché la donna difende l'operato di Bonifacio e dei Visigoti nella guerra persa contro i Vandali. Artefici della rottura fra i due fratelli sono alcuni personaggi al seguito di Galla Placidia: una certa Padusa, moglie di Felice, Elpidia, la sua nutrice, e Leonteo, suo intendente generale. Si insinua nella mente di Onorio che la sorella sta cospirando contro di lui, per cui è necessario bandirla. 422 Onorio emana un editto secondo il quale se due papi vengono eletti e ognuno è sostenuto da un gruppo di partigiani, devono essere entrambi banditi dall'Urbe. Paolino da Milano scrive dall'Africa la Vita di Sant'Ambrogio , basandosi sui "fatti meravigliosi". Paolino è antipelagiano e sostenitore di Agostino. Nel comporre la biografia, Paolino si ispira a Rufino di Aquileia (345-411), autore di una Historia ecclesiastica . 11 luglio Giovanni è prefetto pretorio per l'Italia. 10 settembre E' eletto papa Celestino I. Era vissuto a Milano accanto ad Ambrogio. 423 Martiniano è vescovo di Milano. E' sepolto nella basilica di S. Stefano, la basilica ad Innocentes che probabilmente venne riconsacrata in quegli anni con le reliquie del neoritrovato santo Stefano. Di Martiniano si hanno notizie certe solo fino al 431. Nell'epigramma di Ennodio è scritto che Martiniano costruì due chiese, una delle quali potrebbe essere la parte centrale di S. Lorenzo. primavera Galla Placidia va in esilio a Costantinopoli con Onoria e Valentiniano. L'imperatrice Eudocia è incoronata augusta dopo la nascita della figlia Eudossia. 15 agosto Muore Onorio per idropisia. fine Il senato decide di elevare al trono Giovanni, alto funzionario della burocrazia imperiale, prefetto pretorio per l'Italia nell'anno precedente. Giovanni assume il potere di comune accordo sia col senato di Roma che con la corte di Ravenna. Galla Placidia rivendica l'impero d'Occidente per il figlio Valentiniano III. Teodosio II appoggia il suo parente e Valentiniano si installa sul trono d'Occidente grazie alle truppe orientali. Indesiderata a Ravenna, Galla si sposta prima a Roma, poi a Costantinopoli. 424 inizio Giovanni nomina primo ministro Castino, cui conferisce anche il consolato. Un'altra carica va ad Ezio ( comes domesticorum ), che vanta un'amicizia personale con gli Unni. Ezio era nato intorno al 390 a Durostorum da genitori romani. Bonifacio, comandante supremo in Africa, non riconosce il nuovo governo e si schiera a favore del figlio di Galla Placidia come legittimo imperatore. Anche Teodosio II riconosce come legittimo successore Valentiniano III; in cambio chiede la conferma della cessione alla parte orientale dell'Illirico. 23 ottobre Il magister officiorum Elione, inviato di Teodosio II, proclama a Salonicco cesare il piccolo Valentiniano III. 425 Teodosio II apre a Costantinopoli lo Studio Superiore, che gli servirà per la creazione del Codice Teodosiano a partire dal 429. primavera Teodosio II riconquista il trono d'Occidente per il cugino Valentiniano III. Parte un contingente via terra agli ordini del generale Aspare, uno marittimo agli ordini di suo padre Ardaburio e un terzo, pure marittimo, affidato a Candidiano; si aggiungeva anche la flotta di Bonifacio, comes Africae . Si stabilisce il punto di convergenza a Salona, fornita di un ottimo porto e capolinea di un'importante strada proveniente dall'interno. maggio La flotta di Ardaburio viene annientata da una violenta tempesta ; Ardaburio viene fatto prigioniero da Giovanni. Il resto dell'esercito invece entra vittorioso in Italia e installa Galla Placidia con il figlio ad Aquileia. Aspare occupa Ravenna, libera il padre e cattura Giovanni, che viene inviato presso Galla Placidia ad Aquileia. Qui l'Augusta gli fa mozzare la mano destra, poi lo lega su un asino per esporlo al pubblico ludibrio e quindi lo fa decapitare nel circo. 23 ottobre A Roma Valentiniano III, figlio di Galla, è incoronato augusto da Elione, il capo del cerimoniale di Costantinopoli in rappresentanza dell'imperatore. Valentiniano ha sei anni e quindi governa sotto la tutela della madre. 426 Galla riprende possesso del sacrum palatium di Ravenna. Ezio, nonostante avesse sostenuto Giovanni, resta in carica e ottiene la difesa sul Danubio del confine con l'Oriente. Fondazione a Ravenna di S. Giovanni Evangelista e del battistero degli Ortodossi; risale probabilmente a questi anni la costruzione della basilica di S. Croce con annesso mausoleo di S. Lorenzo, conosciuto impropriamente come Mausoleo di Galla Placidia. fine Bonifacio, comes Africae , scontento dei compensi ricevuti da Galla Placidia, si accosta all'arianesimo. Felice suggerisce all'imperatrice che il comes stia tramando la secessione. 427 primavera Felice prepara una grande spedizione militare contro l'Africa affidandola a tre generali, Mavorzio, Gallione e Sanece. Quest'ultimo si vende a Bonifacio e fa ammazzare gli altri due. Poi cade nella trappola dei vendicatori e resta ucciso. 428 Nestorio, di origine persiana, diventa vescovo di Costantinopoli. E' allievo di Teodoro di Mopsuestia e propende per mettere in evidenza il carattere umano di Cristo, innescando l'eresia nestoriana. Galla Placidia conferisce il consolato ordinario a Flavio Costante Felice (marito di Padusa), che invia una seconda spedizione contro Bonifacio agli ordini di Sigisvulto. Bonifacio si rivolge ai suoi amici Vandali, stanziati in Spagna. Loro re è Genserico e legge la richiesta di Bonifacio come un invito a stanziarsi con 80.000 dei suoi, inclusi donne e bambini. Clodione, dei Franchi Merovingi, sentendosi ristretto tra Mosa, Schelda e l'Oceano, occupa Cambrai e l'Artois. Ezio, dopo aver liberato Arles dai Visigoti, avanza al nord e vince i Franchi. Riafferma i diritti federati perché capisce l'importanza della Gallia come granaio alternativo per l'Occidente. 429 Felice riceve da Galla Placidia il titolo di patricius . Bonifacio chiede il perdono a Galla Placidia per aver chiamato i Vandali in Africa e chiede il suo aiuto. 430 inizio Felice organizza un colpo di stato per sopprimere Ezio, ma rimane vittima delle sue stesse trame. Con lui cadono la moglie Padusa e il diacono Grunito. Ezio preferisce però allontanarsi da Ravenna e occuparsi delle regioni danubiane. maggio Bonifacio è sconfitto dai Vandali di Genserico e si rinserra a Ippona. L'assedio durerà un anno. Durante questo assedio, il 28 agosto, muore il vescovo Agostino. novembre Il patriarca di Alessandria Cirillo convoca un concilio ad Alessandria per confutare la posizione di Nestorio e proibire che le sue omelie circolassero nella chiesa cattolica. 431 Dalla diocesi di Milano si staccano Forlì, Faenza, Imola, Bologna, Modena, che vengono attribuite al vescovo di Ravenna, Pier Crisologo, suffraganeo di Roma. Papa Celestino invia il diacono Palladio in Irlanda per rievangelizzarla. Sembra che si fosse formata una Chiesa irlandese basata quasi esclusivamente sul modello cenobitico o anacoretico, molto consono alla tradizione druidica della cultura celtica. 22 giugno Concilio di Efeso: è il terzo concilio ecumenico. E' contestato per via della scorretta convocazione e del modo di procedere: si prendono tutte le decisioni in assenza dei vescovi siriani, sostenitori di Nestorio. La Madonna è proclamata Madre di Dio (Theotokos) e non del Cristo. E' il trionfo del culto mariano. Viene condannato, nello stesso concilio, per la terza volta Pelagio. luglio Genserico toglie l'assedio a Ippona che nel frattempo era stata evacuata. Bonifacio si rifugia presso Galla Placidia e ottiene gli onori che prima aveva richiesto. E' elevato alla carica di patricius e Galla lo vuole strumentalizzare per eliminare Ezio. Viene affidato ad Aspare il comando delle truppe in Africa, che tengono sotto controllo Genserico per un paio di anni. 432 gennaio Ezio è console. Subisce però una sconfitta e raggiunge i suoi amici Unni. Bonifacio, il vincitore, resta ferito negli scontri e muore per un'infezione. Suo genero Sebastiano è insignito della carica di magister utriusque militiae. Deve scontrarsi con Ezio che ritorna con gli Unni, ottenuti dall'amico re Rugila, al quale deve però cedere le regioni pannoniche a destra del Danubio (oggi Slovenia). Sebastiano è sconfitto e riparerà a Costantinopoli. 31 luglio E' eletto papa Sisto III. Viene rifatto il Battistero lateranense in forme ottagonali, con distici che ricordano l'efficacia della grazia battesimale, in difesa della grazia cristiana contro la concezione di Pelagio. Otto alte colonne creano una specie di corridoio separato dalla piscina battesimale al centro e sostengono una cupola, mentre il corridoio intorno era ricoperto da una volta a botte. E' la prima volta che un battistero ha un edificio monumentale e staccato dalla cattedrale. 433 Ezio, ormai unico superstite, costringe Galla Placidia a riconoscergli la dignità di patricius . Preferisce poi recarsi in Gallia, dove si sente più sicuro, per fermare Visigoti e Burgundi. gennaio E' console Petronio Massimo, un aristocratico ben accetto alla corte ravennate. 435 Attila e il fratello Bleda sono re degli Unni. 11 febbraio Tregua di Trigezio tra Ezio e Genserico. Ai Vandali viene riconosciuta l'occupazione della Mauritania e buona parte della Numidia, con l'obbligo di un tributo annuo per Ravenna. Come pegno di rispetto dei patti viene inviato come ostaggio Unnerico, figlio di Genserico. 436 Eudocia Licinia, figlia di Teodosio II, sposa Valentiniano III. Glicerio è vescovo di Milano. 437 Valentiniano III compie diciotto anni e Galla Placidia gli deve cedere il trono d'Occidente. Gli Unni invadono il regno dei Burgundi, che sono costretti a emigrare nell'odierna Savoia, dove fondano il loro regno. 29 ottobre Valentiniano III sposa Eudossia, figlia di Teodosio II, a Costantinopoli. 438 1 gennaio Consolato di Anicio Acilio Glabrione Fausto, appartenente a una famiglia romana dal tempo della Repubblica. 15 febbraio Pubblicazione del Codex Theodosianus , firmato da entrambi gli imperatori. E' una raccolta di tutti gli editti imperiali dal 312 al 437 curata da Apelle, insigne giurista dello Studio di Costantinopoli. La legge più attuale era quella che vigeva. In caso di disaccordo, si dava la preferenza all'opinione più frequentemente adottata e, in caso di parità, valeva il testo di Papiniano, giurista dell'inizio del III secolo. 27 marzo Dopo la Pasqua, Valentiniano III ed Eudossia fanno solenne ingresso a Ravenna. Dopo luglio nasce Eudocia. 23 dicembre Solenne seduta a Roma per l'approvazione del Codice Teodosiano, che entrerà in vigore il 25 dicembre. Alla fine della lettura fatta dal console Anicio Acilio Glabrio Fausto i senatori pronunciano una trentina di acclamazioni scandite ognuna da dieci a ventisette volte in onore degli Augusti, del console Fausto, del prefetto dell'Urbe Paolo e del patricius Ezio. Valentiniano III ed Eudossia restano a Roma. Qui l'imperatrice vuole fondare la chiesa di S. Pietro in Vincoli. 439 19 ottobre Genserico occupa Cartagine. Per i Vandali è un evento eccezionale e cominciano da quel giorno a contare gli anni della loro era. Da questo momento Genserico scatena la persecuzione religiosa contro i cattolici, che si rifugiano per lo più a Napoli. 440 gennaio Valentiniano III lascia Ravenna per Roma, dove gli nasce la seconda figlia, che chiama Placidia. estate Scoppia una guerra in Gallia tra Ezio e Albino che viene sedata con un'ambasceria capeggiata dal diacono Leone, che diverrà a breve papa. In quest'anno nasce Gaudenzio, figlio di Ezio. 29 settembre E' eletto papa Leone. E' un altro convinto assertore del primato pietrino di Roma. 20 ottobre Muore il vescovo di Milano Glicerio e viene sepolto in S. Nazaro. Gli succede Lazzaro; a lui è attribuita l'istituzione delle Rogazioni triduane la quinta settimana dopo Pasqua. Secondo la tradizione le rogazioni vennero inaugurate per scongiurare l'arrivo degli Unni di Attila, ma sembra che Lazzaro morisse due anni prima del concretizzarsi della minaccia. 442 Genserico avvia le trattative con Valentiniano III per il riconoscimento dell'occupazione dell'Africa e per il fidanzamento del figlio Unnerico con Eudocia, di quattro anni. Unnerico era già sposato con una nobile visigota, sorella di re Teodorico d'Aquitania. Per separarsi accusa la moglie di tentato avvelenamento e la sottopone a mutilazione del naso e delle orecchie. Viene quindi rinviata al fratello. 443 Pace di Anatolio fra Teodosio II e gli Unni: l'imperatore s'impegna avversare annualmente agli Unni un tributo di 700 libbre d'oro e un'indennità di guerra di 6.000 libbre d'oro. gennaio Petronio Massimo ricopre il secondo consolato; Cecina Decio Acinazio Albino è prefetto al pretorio d'Italia. 444 Sebastiano, che aveva già disertato a favore di Teodosio II, tenta ora di rifugiarsi presso Teodorico, re dei Visigoti, che non vuole riceverlo. L'abate Eutiche, archimandrita alessandrino a Costantinopoli, predica la dottrina monofisita. Si tratta di un'eresia cristologica che nega l'esistenza in Cristo delle due nature, umana e divina. Il monofisismo di Eutiche s'inserisce sulla scia delle dottrine docete: Cristo, pur risultando dalle due nature, sussiste in una sola natura, quella divina che ha assorbito l'umana. La carne del Logos non è uguale a quella umana. Cecina Decio Acinazio Albino è console. Nel 446 riceverà il titolo di patricius . 445 Petronio Massimo è nominato patricius . 446 Gli Unni di Attila sconfiggono a Marcianopoli l'esercito di Teodosio II. 447 Il vescovo Teodoreto di Ciro denuncia con l'Eranistes la tendenza ereticale implicita nelle posizioni di Eutiche, che tendono verso il monofisismo, privilegiando nella natura di Cristo quella divina. 449 Eusebio è vescovo di Milano. Di lui si hanno notizie certe tra il 451 e il 456, ma non è detto che la sua carica iniziasse prima e si protraesse dopo la data indicata. Onoria Augusta, figlia primogenita di Galla Placidia, si ribella alla madre e al fratello. Ottiene una propria amministrazione, a capo della quale pone Eugenio, che trama per eliminare Valentiniano III. Il complotto viene scoperto, Eugenio è ucciso e Onoria esiliata a Costantinopoli. Qui Onoria, per sfuggire alle nozze che il fratello le aveva combinato con Flavio Basso Ercolano, un ricco senatore, si rivolge ad Attila e le invia un anello. Attila si ritiene fidanzato con Onoria e rivendica la parte di territorio che le competeva come dote. Teodosio II rispedisce in fretta a Ravenna la pericolosa cugina che verrà imprigionata. 8 agosto Concilio detto "il latrocinio di Efeso": il patriarca Dioscoro di Alessandria, amico di Eutiche, costringe con la violenza i vescovi ad accettare il monofisismo. ottobre Concilio di Roma radunato da papa Leone per condannare la nuova dottrina di Eutiche sull'Incarnazione. Il papa pensa di mandare in Oriente all'imperatore Teodosio un'ambasciata per annunciargli la condanna di Eutiche ed esigere da Anatolio, patriarca di Costantinopoli, un'analoga professione di fede. Dei legati due sono scelti dalla provincia romana, il vescovo Asterio e il prete Basilio, due da quella milanese, il vescovo Abondio di Como e il prete Senatore. Essi partiranno il 16 luglio 450 e, giunti a Costantinopoli, troveranno Teodosio II morto. 450 Sebastiano tenta di rifugiarsi presso Genserico che invece lo arresta e lo fa uccidere. A quest'epoca risale la leggenda dei SS. Gervasio e Protasio, che vengono fatti morire sotto Nerone. Verso la fine del secolo invece la lettera pseudo-ambrosiana sosterrà che sono stati martirizzati sotto Marc'Aurelio. 22 febbraio Papa Leone I riceve a Roma i sovrani di Ravenna in occasione della festa della cathedra Petri e intercede presso di loro affinché evitino lo scisma fra le chiese d'Oriente ed Occidente a causa del monofisismo. 28 luglio Muore Teodosio II per una caduta da cavallo durante una battuta di caccia. Sua sorella Pulcheria assume pieni poteri. Sposa immediatamente il generale tracio Marciano per evitare una guerra civile. Lei resterà fedele al voto di castità. Decidono di esiliare Eutiche e di riportare a Costantinopoli le spoglie di Flaviano, considerato martire. San Flaviano diverrà il patrono di Costantinopoli. Questa assunzione al trono di Marciano è considerata come un atto di sfida da parte dell'Occidente, che mira a ristabilire l'unità dell'impero, e non è riconosciuta da Valentiniano III. 27 novembre Muore a Roma Galla Placidia e viene sepolta nel monastero di S. Nazaro. Nello stesso tempo Attila attraversa il Reno. 451 Una coalizione di Romani, Burgundi, Franchi Salii e Ripuari, Visigoti e Celti della Bretagna al comando generale di Ezio ferma a Tricassis (Troyes) l'avanzata di Attila in Europa. Re Teodorico dei Visigoti muore in battaglia. Ezio è acclamato salvatore dell'impero. primavera Sinodo provinciale a Milano. Nell'epistola sinodica diretta al pontefice Leone Magno sono già scomparsi i nomi dei vescovi di Aquileia e Ravenna. Vi sono invece Ottaviano di Brescia, Crispino di Pavia, Prestanzio di Bergamo, Ciriaco di Lodi, Abbondio di Como, Giovanni di Cremona, Quinto di Tortona, Eulogio d'Eporedia (Ivrea), Massimo di Torino, Eutasio di Aosta, Asinione di Coira, Pascasio di Genova, Pastore di Asti, Simpliciano di Novara, Giustiniano di Vercelli, Quinto di Albenga. 1 settembre Concilio di Nicea. Dioscoro di Alessandria prende la parola e scomunica papa Leone. I sovrani dichiarano chiuso il concilio e ordinano ai convenuti di trasferirsi a Calcedonia, di fronte alla capitale. 8 ottobre IV Concilio ecumenico di Calcedonia, contro i monofisiti. Aperto nella basilica di S. Eufemia, presieduto dall’imperatrice Pulcheria, che concorre a redigerne gli atti. La formulazione di Calcedonia rimarrà la base di ogni teologia ortodossa; il fatto che fosse stata elaborata insieme con la chiesa latina assicurò, sul piano dogmatico, l'unità della chiesa fino al 1054. I nestoriani radicali non si sottomettono alle decisioni del concilio e formano una Chiesa nestoriana, tuttora esistente in Mesopotamia, che professa l'esistenza in Cristo di due nature e due persone e nega a Maria il titolo di Theotokos . 452 Attila ritorna alla carica, puntando sull'Italia. Viene distrutta Aquileia. Gli abitanti si rifugiano a Grado e il vescovo Niceta porta con sé i tesori della chiesa d'Aquileia. Anche Milano subisce il saccheggio e l’incendio. Si narra l'episodio di Attila che, vedendo dipinti nel palatium un imperatore romano che riceveva l'omaggio dei Goti prostrati, fece sostituire il volto dell'imperatore con un suo ritratto, mettendo i Romani al posto dei Goti, nell'atto di versare oro ai suoi piedi. La basilica Maior è danneggiata e profanata, per cui il vescovo Eusebio la riconsacrerà nel 453, evento ricordato nell'omelia di Massimo di Torino "De reparatione ecclesiae mediolanensis" . I lavori di ripristino dureranno diversi anni. Papa Leone Magno convince infine Attila a ritornare in Pannonia. 453 Attila è trovato morto nella sua tenda nella notte del suo matrimonio. 454 21 settembre Valentiniano III, esasperato dall'ennesima richiesta di Ezio di affrettare il matrimonio del figlio Gaudenzio con Placidia, durante un'udienza sfodera la spada e uccide personalmente Ezio. E' un delitto ingiustificato, fomentato da Petronio Massimo, che suscita lo sdegno della corte. Le truppe non accettano il nuovo patricius, Petronio Massimo, che secondo alcuni storici contemporanei è il fomentatore del gesto di Valentiniano. 455 16 marzo Presso Roma, mentre ispeziona un campo militare, è trucidato Valentiniano III insieme all'eunuco Eraclio da due soldati Ottila e Traustila, per vendicare Ezio. Il giorno dopo Petronio Massimo si fa proclamare imperatore e per rinforzare la sua posizione obbliga Eudocia, fidanzata con Unnerico, a promettersi a suo figlio Palladio, nominato cesare. Secondo la tradizione è l'imperatrice vedova Eudossia, che non vuole sposare Petronio Massimo, a chiamare in soccorso Genserico. maggio Verso la fine del mese Genserico sbarca nel Lazio e raggiunge Roma. Petronio Massimo tenta la fuga, ma viene riconosciuto e linciato. Marco Mecilio Eparchio Avito è proclamato imperatore d'Occidente con l'approvazione dell'imperatore d'Oriente Marciano. 3 giugno Papa Leone I patteggia con Genserico: in cambio del saccheggio della città deve evitare massacri e incendi. Roma subisce due settimane di spogliazioni; Genserico riempie le navi con statue e arredi prelevati dalle residenze imperiali. I Vandali deportano anche un migliaio di ostaggi, fra cui Gaudenzio, l'imperatrice vedova Eudossia e le due figlie, Eudocia, fidanzata ad Unnerico, e Placidia. 456 Il senato depone Avito, che tenta di opporsi con le armi, ma viene sconfitto e ucciso dal comes Ricimero, suo generale. Elegge un imperatore-fantoccio nella persona di Giulio Valerio Maggioriano, di antica famiglia romana. Dopo questa data muore il vescovo di Milano Eusebio, sepolto nella basilica di S. Lorenzo, che per questa data era terminata. 457 Pur mantenendo la sede imperiale a Ravenna, il magister militum Ricimero (nipote del re visigoto Wallia) sposta il centro delle sue azioni a Milano. L'imperatore Marciano è ucciso e Leone I è sul trono di Costantinopoli. Leone è il primo imperatore ad ottenere la corona dalle mani del patriarca di Costantinopoli: tutti i suoi predecessori si erano accontentati di ricevere il diadema da un generale o da un alto funzionario, secondo la tradizione romana. 461 E' papa il cagliaritano Ilario, che continua la politica di Leone Magno, essendo stato uno dei suoi più stretti collaboratori e il suo legato al concilio di Efeso del 449. La questione che gli causa maggior apprensione è l'avvicinamento dei Goti ariani. Dal canto suo papa Ilario si fa promotore di un'intensa opera di ricostruzione di chiese ed edifici pubblici. agosto L'imperatore Maggioriano, dopo aver subito una sconfitta in Africa contro i Vandali, viene imprigionato e ucciso da Ricimero, che fa eleggere Libio Severo. 462 Geronzio è vescovo di Milano (data incerta). L'imperatrice vedova Eudossia è liberata da Genserico e da questo momento si perdono le sue tracce. Teodorico, figlio del re degli Ostrogoti Amali, viene inviato come ostaggio a Costantinopoli, dove resta dieci anni. 465 Ricimero fa uccidere l'imperatore d'Occidente Libio Severo. 5 maggio Muore l'arcivescovo Geronzio. Benigno è vescovo di Milano fino al 472 (dati incerti). 467 Epifanio è vescovo di Pavia. Sarà il vescovo più prestigioso dell'Italia settentrionale. L'imperatore Leone I invia in occidente alcune truppe e un augusto da lui stesso designato, Antemio Procopio, genero del defunto imperatore Marciano. Ricimero, che chiede ed ottiene la mano della figlia di Antemio. 468 3 marzo E' papa Simplicio. La corrispondenza giunta fino a noi fa vedere che l'attenzione principale di Simplicio è rivolta agli sviluppi post-calcedoniani in Oriente. Gli imperatori Leone, Basilisco e Zenone sono monofisiti, come pure le sedi patriarcali di Alessandria e Antiochia. Ben 500 vescovi firmano nel 476 il documento di condanna delle deliberazioni del concilio di Calcedonia. Anche il patriarca Acacio di Costantinopoli segue una tattica temporeggiatrice di riconoscimento per l'ortodossia ma anche per il monofisismo, come quando dà il proprio assenso all'elezione del monofisita Pietro Mongo alla cattedra d'Alessandria. 471 Antemio, contro il parere di Ricimero, vuole intervenire contro il re visigoto Eurico in Aquitania. Sostenuto dai senatori romani, recluta mercenari barbari nell'Illirico e li invia in Gallia con suo figlio Antemiolo, ma sono sconfitti. Il dissenso tra l'imperatore e Ricimero degenera in guerra civile. I nobili della Liguria tentano di pacificare Ricimero, abitante a Milano, con Antemio. Ricimero ha posto la sua sede a Milano, che spera di tornare ad essere la sede dell'impero. Al suo fianco è il generale barbaro Odoacre. 472 Senatore è vescovo di Milano. inizio Ricimero assedia Roma dove è rinchiuso Antemio. Ricimero ottiene dall'imperatore Leone I che nomini Olibrio al posto di Antemio. aprile Olibrio sbarca con un esercito di truppe orientali e viene proclamato augusto sotto le mura di Roma. Antemio però non si arrende. Ricimero allora chiama i Burgundi mentre Antemio ricorre al re ostrogoto Vidimero. Le speranze di Antemio svaniscono con la morte del re goto, perché il figlio tratta con Ricimero. 11 luglio Le truppe di Ricimero entrarono in Roma e la saccheggiano. Antemio tenta di fuggire travestito, ma è scoperto e ucciso. Entro l'anno muore anche Ricimero e Milano perde definitivamente la sede imperiale. 473 E proclamato imperatore d'Occidente il conte Glicerio. L'imperatore Leone I nomina Teodorico (454-526), vissuto a Costantinopoli negli ultimi anni, magister militum praesentalis e insedia gli Ostrogoti nella Mesia inferiore. 474 Glicerio è deposto e sostituito da Giulio Nepote. Teodoro è vescovo di Milano. Alla morte di Teodemiro, re degli Ostrogoti, Teodorico ne diventa il re. A Costantinopoli sale sul trono imperiale il capo degli Isauri con il nome di Zenone, avendo sposato Ariadne, figlia di Leone. Per un anno è soppiantato da un usurpatore, Basilisco, monofisita. Quando Zenone riuscì a reimpadronirsi del trono, papa Simplicio gli scrisse per congratularsi con lui: "ci rallegriamo al vedere in voi lo spirito di un sacerdote e di un principe ricco di fede". Basilisco aveva infatti emanato un'enciclica a suo nome in cui aveva denunciato il concilio di Calcedonia e il tomos di papa Leone. 475 28 agosto Oreste, un romano di Pannonia, già segretario di Attila intorno al 448, detronizza l'imperatore Giulio Nepote e il 31 ottobre dà la porpora imperiale al piccolo Romolo Augustolo. 476 23 agosto I federati germanici eleggono re in Italia il generale Odoacre, re degli Eruli, riconosciuto come un vicerè di Costantinopoli. Depone Romolo Augustolo e uccide a Piacenza Oreste. Cade l'impero d'occidente. Le truppe di Odoacre saccheggiano le chiese di Pavia, mentre quelle di Milano sono risparmiate. L'Italia di Odoacre non sente il bisogno di darsi un imperatore a Ravenna e formalmente si riconosce come parte di un impero romano avente la sua sede a Costantinopoli. A Ravenna risiede un esarca col compito di controllare l'organizzazione militare e la vita religiosa e civile del prolungamento in Italia dell'impero bizantino. 478 L'arcivescovo cipriota Antemio scopre le reliquie di S. Barnaba e le porta a Costantinopoli; dona all'imperatore Zenone una copia del Vangelo di Barnaba. In cambio l'imperatore concede l'autocefalia alla Chiesa di Cipro. Teodorico marcia su Costantinopoli e il governo gli conferisce la dignità di magister militum , incaricandolo della riconquista dell'Italia. 480 Muore Giulio Nepote, considerato dai giuristi bizantini l'ultimo imperatore d'Occidente. 481 Muore il re dei Franchi Salii Childerico e gli succede Clodoveo, fondatore della dinastia dei Merovingi. 483 gennaio E' console Anicio Acilio Aginazio Fausto. 13 marzo E' papa Felice III, della nobile famiglia degli Anici, sposato e padre di due figli, a sua volta figlio di un sacerdote. Il papa ricorda a Zenone che non può pronunciarsi in materia di fede, ma incolpa il patriarca di Costantinopoli, Acacio, di essere l'autore dell'Enotico (testo che tenta di riconciliarsi coi monofisiti) e lo scomunica nel 484. Acacio non si sottopone alla decisione romana e si giunge così alla rottura con tutto l'Oriente. Acacio fa togliere dai dittici il nome del vescovo di Roma - ne deriva uno scisma che durerà fino al 519. 488 L'imperatore d'Oriente autorizza Teodorico, re degli Ostrogoti e patricius romano, a dirigersi con tutto il suo popolo verso l'Italia per combattere Odoacre e gli Eruli. 489 primavera Muore il vescovo Teodoro e viene sepolto nella cappella di S. Ippolito in S. Lorenzo. Lorenzo I è vescovo di Milano. 28 agosto Teodorico vince Odoacre sull'Isonzo. 27 settembre Seconda vittoria riportata da Teodorico a Verona. Teodorico viene a Milano, mentre Odoacre si affretta a cercare rifugio a Ravenna, dove entra il 30 settembre. Giunto a Milano Teodorico, riceve la sottomissione della maggior parte dell'esercito erulo insieme con Tufa, che Odoacre aveva creato magister militum. Animato da questi successi, Teodorico vuole farla finita con Odoacre e gli invia contro parecchi suoi capitani con Tufa; ma questi, invece di combattere contro Odoacre, passa al suo servizio e gli consegna i capitani di Teodorico. Odoacre e Tufa si chiudono a Cremona e intimano al vescovo Lorenzo di Milano di trattenere ad ogni costo Teodorico a Milano finché non giungerà il loro esercito. Lorenzo rifiuta. 490 inizio Teodorico, ritenendo impossibile difendersi a Milano, troppo esposta e piena di profughi del contado, si ritira a Pavia. Odoacre avanza fino a Cremona e rientra quindi a Milano, astenendosi da rappresaglie. Teodorico respinge Odoacre fino all’Adda, dove l’11 agosto gli dà terribile sconfitta. Odoacre si rinchiude nuovamente a Ravenna e vi rimane assediato fino al 493. 491 Imperatore è Anastasio, monofisita, salito al trono su proposta della vedova di Zenone, Ariadne. Il nuovo imperatore è avverso a Teodorico e crea console il figlio di Odoacre, Thela, mostrando di volerne legalizzare il governo. Gli Ostrogoti chiamano allora in soccorso i Visigoti e Odoacre i Burgundi, che saccheggiano Milano. Secondo Ennodio l'irruzione riempie Milano di desolazione e rovine. Molti abitanti fuggono, altri sono fatti prigionieri, tra cui lo stesso vescovo Lorenzo, che patirà freddo, ingiurie e aggravamento degli acciacchi dell'età avanzata. Le bestie erano state ricoverate nelle chiese, ovunque un marcire d'immondizia e un ristagnare d'acqua putrida. 492 Concilio di Arles che vieta il culto delle fonti, degli alberi e delle rocce. 1 marzo Gelasio I, africano, è papa senza la ratifica imperiale. Diacono e stretto collaboratore di Felice III, ne continua la politica di fermezza nei confronti del patriarca di Costantinopoli e dell'imperatore d'Oriente Anastasio. Suo è il Sacramentarium gelasianum , ossia la prima redazione del messale con l'indicazione dei canti liturgici. 493 Il vescovo Lorenzo ritorna a Milano e si appresta alla ricostruzione delle chiese della città. Ricostruisce la basilica Concilia Sanctorum sui resti del precedente edificio bruciato da un incendio, sull'area dove nel medioevo esisteranno le chiese di S. Babila e S. Romano. Restaura il battistero di S. Giovanni alle Fonti. Rifà la parte absidale della basilica di S. Ambrogio: preleva da un mausoleo imperiale una vasca di porfido, nella quale trasla i corpi di S. Ambrogio e dei martiri, e quattro colonne di porfido per il ciborio a cupola sospesa; innalza il presbiterio e lo recinta con una transenna alta 1,10 m in opus sectile ; avvolge i corpi dei santi in tessuti serici conservati al Museo della Basilica. Fa dipingere nella basilica di S. Nazaro i dodici vescovi fino a sant'Ambrogio, chiedendo ad Ennodio di Pavia (473-521) di comporre per ciascuno di essi un breve elogio in versi, scritto sotto la loro immagine. Termina la chiesa di S. Lorenzo (dove verrà sepolto) e ricostruisce dalle fondamenta l'annessa cappella di S. Sisto. Restaura la cappella di S. Calimero. Al suo episcopato risale la formulazione dell'epistola, in seguito attribuita a sant'Ambrogio, nella quale si fa risalire al 168 il martirio dei SS. Gervasio e Protasio. Odoacre è ucciso da Teodorico nel corso di un banchetto che avrebbe dovuto sancire la pace tra i due. Teodorico stabilisce che tutti i Milanesi che hanno parteggiato per Odoacre non possano più far testamento, affinché alla loro morte i beni vengano incamerati dallo stato. Teodorico assume il governo della Prefettura d'Italia e governa in nome dell'imperatore Anastasio. Il suo territorio comprende le diocesi dell'Italia (con quel che restava della Rezia ed escluse la Corsica e la Sardegna, in possesso dei Vandali dal 442), dell'Illirico (con la Dalmazia, i resti del Norico e della Pannonia) e nominalmente l'Africa, occupata però dai Vandali. 494 Concilio di Roma. In una lettera indirizzata all'imperatore Anastasio, Gelasio dichiara che il mondo era retto da due autorità, quella del pontefice e quella dell'imperatore; tra queste, l'autorità sacerdotale è la più importante, perché il sacerdote doveva rispondere a Dio anche dei prìncipi. I sacerdoti hanno l'obbligo di obbedire alle leggi dell'imperatore in questioni di carattere temporale, ma l'imperatore deve sottomettersi in materia religiosa al sacerdote. L'imperatore mantiene l'obbligo di convocare i concili tutte le volte che i rappresentati della gerarchia ecclesiastica glielo chiedono. Anastasio replica: "Possiamo sopportare insulti, ma non prendere ordini" e si attribuisce il titolo di Pontifex Inclytus , perché l' imperium non può perdere il suo carattere sacerdotale. 495 Nasce forse in questo anno Amalassunta (in goto Amalaswintha), figlia di Teodorico, re degli Ostrogoti, e di Andefleda, figlia di Clodoveo dei Franchi. 496 24 novembre E' eletto papa Anastasio II. Invia una delegazione all'imperatore per comunicargli la sua elezione ed esprime il suo rammarico per la separazione con l'Oriente, ma il clero romano critica aspramente queste sue aperture, lasciando intravedere l'esistenza di un forte partito anti-bizantino a Roma. Il papa viene perfino accusato di eresia, un'accusa ripresa ancora da 497 Re Clodoveo si converte al cristianesimo dopo aver sposato la cristiana Clotilde, figlia del re dei Burgundi. E' battezzato da Remigio di Reims. 498 Secondo la tradizione il vescovo di Milano Senatore fonda la basilica di S. Eufemia, dove verrà sepolto. 19 novembre Muore Anastasio II. Per la prima volta un Simmaco, di famiglia pagana, viene eletto il 22 novembre al seggio di Pietro. I filo-imperiali, capeggiati da Festo, acclamano invece papa l'arciprete Lorenzo. 499 Si crea il primo tipico capolavoro librario "ambrosiano", il codice di Sarezzano, manoscritto aureo-porpureo. inizio Simmaco, in competizione con l'arciprete romano Lorenzo per l'elezione a papa, avendo bisogno di denaro e cavalli ricorre al vescovo Lorenzo di Milano, che gli fornisce 400 soldi d'oro, per i quali si rende garante Ennodio. Teodorico ordina che sia riconosciuto papa quello che era stato eletto per primo e dalla maggior parte del clero. Resta quindi papa Simmaco e Lorenzo diventa vescovo di Nocera. 500 Teodorico è a Roma per qualche mese. Il gruppo senatoriale filo-bizantino accusa papa Simmaco di gravi colpe presso il re. Lorenzo, tornato a Roma, riesce a prender possesso della maggior parte delle chiese titolari romane.